Britney Spears

Femme Fatale

2011 (jive) | pop-dance

Ci scruta dalla foto di copertina, Britney Spears, con quell'espressione un po' vuota, tipica di colei a cui è stato detto di posare come una femme fatale senza avere la più pallida idea di cosa significhi. Probabilmente è la stessa espressione che assume ogniqualvolta entri in uno studio di registrazione e il produttore di turno le dica cosa incidere. Stavolta la mente principale del progetto è quella di colui che la lanciò nel 1999, lo svedese Max Martin, e questo "Femme Fatale" è un po' il suo nuovo manifesto, il testamento della sua rivincita contro le leggi del musicbiz. Non era mai capitato infatti che un produttore/autore mainstream così influente e riconoscibile (paragonabile a Nile Rodgers per gli anni 80 e a Timbaland per il decennio scorso) tornasse in vetta alle classifiche, a più di dieci anni dal suo momento d'oro, con un sound completamente rinnovato.

Segreto di questa rinascita, a cui si deve un buon 70% del pop statunitense da classifica degli ultimi diciotto mesi è l'aver iniziato a lavorare in tandem col connazionale Dr. Luke, maghetto dell'elettronica, meritevole o reo (a seconda dei punti di vista) di aver definitivamente sdoganato negli Usa, assieme agli altri scandinavi RedOne (dietro Lady Gaga) e Stargate (dietro Rihanna), le tipiche sonorità euro-dance che durante gli anni 90 non erano riuscite a conquistare gli americani. Quello che per noi europei puzza di pedissequo revival trash,oltreoceano ha assunto ormai i connotati di una vera e propria rivoluzione pop, dopo un decennio di dominio dell'hip-hop e dell'r'n'b sulle vendite e sulle radio a stelle e strisce, che relegava le sonorità di cui sotto alle discoteche gay di San Francisco.
Atmosfere estenuantemente tamarre, beat martellanti e sbavati, bordate di synth convulsi, una serie impressionante di ritornelli, tanto indelebili quanto stupidini, e ben poche tracce di quelle sonorità dubstep che il primo, interessante singolo spazza-record (ma pare già dimenticato) "Hold It Against Me" lasciava timidamente presagire. Questi gli ingredienti scelti dai due produttori  per un album senza riempitivi che potrebbe essere tra i migliori nel suo genere (se solo fosse supportato da un'interprete con più personalità e verve), forgiato in gran parte sul modello della più giovane e sboccata Ke$ha, che infatti co-firma il singolo che apre le danze, "Till The World Ends" coi suoi cori da stadio e un efficacissimo refrain sul finale (che salva il pezzo in corner) e che dà un po' il la a tutto ciò che segue.

Si cerca di sfumare leggermente la formula, quasi per dar sollievo, nel più conservatore urban-pop di "(Drop Dead) Beautiful" e in una "Gasoline" dalle venature funky, o quando il duo Bloodshy & Avant, anch'esso svedese, viene nuovamente ingaggiato per creare qualcosa di melodicamente più delicato ("How I Roll" e "Trip To Your Heart") e imparentato col più blasonato pop di Robyn.
Anche Will.I.Am, di fatto l'unico americano ad aver voce in capitolo sul progetto, dà il suo contributo scrivendo, producendo e cantando "Big Fat Bass", praticamente un outtake dall'ultimo album dei Black Eyed Peas (con le dovute e poco raffinate conseguenze) giusto senza Fergie, ma con qualcun altro, all'autotune.

Insomma, mai titolo fu meno appropriato per un album: qui non vi è traccia di una fascinosa femme fatale, forse andrebbe ricercata, a fatica, tra i meccanici ed effettati solchi di "Inside Out", lento maliardo in cui una donna chiede al suo uomo appena lasciato un'ultima notte di passione come souvenir, o quando confida alla madre di essersi invaghita di un criminale, ma solo fisicamente, nella ballata di chiusura "Criminal": morbida melodia disegnata dal flauto, loop di chitarra acustica e battito mid-tempo, parrebbe una b-side dal non memorabile "Music" della Ciccone, se non fosse per l'interpretazione davvero piatta.
E così la Spears (o chi per lei) tributa nuovamente omaggio alla sua musa preferita... ah già Britney Spears, è anche il suo disco questo, per il quale non ha scritto uno straccio di testo o ideato una sola melodia, come suo solito; e adesso che quasi tutte le popstar si fanno pesantemente digitalizzare la voce per suonare come degli androidi lei non può nemmeno più fregiarsi di quella caratteristica che la rendeva suo malgrado "unica". Altro che fatale, non c'è donna più pigra e imboccata di lei nell'attuale calderone pop.

(15/03/2011)



  • Tracklist
  1. Till The World Ends
  2. Hold It Against Me
  3. Inside Out
  4. I Wanna Go
  5. How I Roll
  6. (Drop Dead) Beautiful featuring Sabi
  7. Seal It With A Kiss
  8. Big Fat Bass (featuring Will.I.Am)
  9. Trouble For Me
  10. Trip To Your Heart
  11. Gasoline
  12. Criminal
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