Claudio Rocchi

In Alto

2011 (Cramps) | avantgarde

alto [àl-to] agg., avv., s.
        • agg. (compar. più alto o superiore, superl. altissimo)
1
Che si eleva verticalmente di una certa misura rispetto al suolo o a un altro piano di riferimento.
2
Profondo, riferito spec. a masse d'acqua
(...)

5
Di notevole entità, considerevole; superiore alla norma o alla media; che si situa nei valori elevati di una scala.
(...)

7
In riferimento al tempo, inoltrato.
Corriere della Sera, Dizionario di Italiano

Dopo anni di silenzio, e per di più nell'ambito del rinascimento della storica etichetta Cramps, che salutiamo con felicità difficile da esprimere a parole, ecco un nuovo volo discografico, certamente magico, di Claudio Rocchi. Un disco moderno, profondo, ricco di suggestioni elettroacustiche, ritmo, idee e arrangiamenti non banali, decisamente underground, dove i testi trovano - come sempre - uno spazio centrale nel songwriting di Claudio.

Di certo molti di voi lettori conoscono Claudio. Per i più giovani o i più distratti, sintetizziamo che in un'epoca di forti contrasti e rabbia (gli anni 70) Claudio Rocchi rappresentava un faro di speranza, una voce diversa - gonfia di poesia - che si contrapponeva alla dilagante vuotezza dei contenuti delle canzoni dei cantautori più commerciali, Lucio Battisti sopra tutti.
Assieme a Fabrizio De André ha saputo qui da noi cristallizzare plastiche forme poetiche, in una ricerca continua che lo ha portato a esperienze mistiche assieme al grande Paolo Tofani, in dischi come in "India", in radio come dal vivo; gentile come le sue liriche, attento ai movimenti che attraversano le società nelle quali ha vissuto.

Sebbene non siano più i tempi per una free-form song di 18 minuti, come fu nel 1971 per "Il Volo Magico n° 1", anche in questo nuovo album, Rocchi cavalca con linguaggi moderni i temi che costituiscono la sua poetica da quel primo album, "Viaggio", del 1970.
Rocchi da sempre spezia le sue pietanze acustiche con un uso dell'elettronica attento e mai banale. "Gesù Si Gira" sembra uscito da "Il Volo Magico n° 1", con il suono del santoor che chiosa su tappeti acustici tra nubi di pulviscolo elettrico. "Per Gli Stendardi" è un'affascinante rock song, cheapre l'album con una significativa analisi politica (nel senso nobile del termine), così come la nostra difficile situazione viene raccontata nella straordinaria, pulsante "Lasciamoli Andare".

Bene inteso: Rocchi è un poeta. Le sue canzoni politiche sono lontane anni luce da essere schierate, ma non per questo tenere o distratte, come anche Franco Battiato ha - in passato recente - cantato. In "Alchimia", ancora una volta, Rocchi guarda verso il cielo, pilota di alianti per mappe stellari a esplorare varianti di rotte vissute, spazi siderali percepiti come lucciole alchemiche. "La Bellezza", speranza di incontro, luce poetica, ragione del tutto. Spigoli vivi, "stranezze fuori tempo", nella straordinaria "Come Se".

Lontano da situazioni nostalgiche, ma consapevole di una così nobile storia, ancora una volta impavido argonauta, avulso a ogni banalità, poeta per elezione, mistico cantastorie, Claudio Rocchi ci ha regalato un grande album.

(15/11/2011)

  • Tracklist
  1. Per Gli Stendardi
  2. Eccoti Qui
  3. Facci Un Miracolo
  4. Deja Vù
  5. Alchimia
  6. Gesù Si Gira
  7. Lasciamoli Andare
  8. Ci Sei?
  9. La Bellezza
  10. Come Se
  11. La Stella Da Cui Vieni
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