Colin Stetson

New History Warfare Vol. 2: Judges

2011 (Constellation) | avantgarde-jazz

In un ciclico riproporsi di suoni e correnti stilistiche non vi è in apparenza spazio per inedite soluzioni artistiche: gli stessi sussurri di vitalità della musica indie e post-rock sono frutto di brevi e felici intuizioni, che si appagano di una celebrazione temporale, nulla di cui lamentarsi ma neanche nulla su cui costruire la struttura della musica del terzo millennio.
In verità si agitano più stimoli di quanti un orecchio umano possa sopportare e la frammentazione creativa non permette di dare organicità all'insieme di proposte interessanti degli ultimi decenni, realtà innegabilmente non priva di fondamenta che spetta a chi analizza il mondo musicale portare a conoscenza del pubblico.
Questo per dire che "New History Warfare Vol 2: Judges", secondo album del sassofonista Colin Stetson, è un album che obbliga chiunque vi venga in contatto di sottoporlo all'attenzione di chi ascolta musica.
 
La lunga carriera di infiltrato strumentista nei percorsi sonori di artisti come Arcade Fire, TV on the Radio, Feist, Bon Iver, Laurie Anderson, Tom WaitsLou Reed, David Byrne, Jolie Holland, Sinead O'Connor, LCD Soundsystem, The National, Angelique Kidjo, e Anthony Braxton (lista estratta dalla sua biografia) si palesa in modo più coeso in questo intenso agglomerato di espressionismo musicale.
Registrato dal vivo in studio e senza sovrapposizioni, "New History Warfare Vol. 2: Judges" è un risultato di tecnica e bravura, nel quale alberga un pathos sanguinante e viscerale che Stetson innesta nel suo sassofono basso (in sib), strumento scippato al Dixieland degli anni 30 e relegato a un'inedita argomentazione solista.
La dimensione dello strumento è leggermente più ampia del normale, permettendo alle estensioni di un'ottava sotto il tenore di ottenere sonorità estranianti, anche grazie all'ausilio di ben venti microfoni che, abilmente posizionati, raccolgono le infinite possibilità delle timbriche.
 
Il respiro costituisce l'elemento umano che Colin inserisce nel flusso sonoro che il minimalismo, a volte brutale, trasforma in sublime poesia. Si agitano luminosi spettri avant-garde in "The Stars In His Head (Dark Lights Remix)", nella quale la tecnica di respiro circolare crea un agghiacciante incontro tra la sonorità estesa del sassofono e i suoni di gola di Stetson, mentre un brivido elettronico sembra attraversare il suono, rivelando l'unica fonte di tale incanto, il soffio vitale col quale Stetson fa vibrare lo strumento.
Ancora più sorprendente l'incedere ritmico di "Judges", nella quale la linea bassa e la pulsione ritmica si fondono a un grido sofferto che sgorga dalla voce di Stetson, che simultaneamente sostiene il brano con sonorità cavernose, estratte dal riverbero del sassofono, mentre la manipolazione delle chiavi dello strumento, amplificate da microfoni a stretto contatto, produce uno strano effetto percussivo che rende ancor più fisico il miracolo creativo di Colin.

L'abilità del produttore pakistano Shahzad Ismaily e l'apporto tecnico del sempre geniale Ben Frost sono fondamentali per la riuscita del progetto: l'asse sonoro di "New History Warfare Vol. 2: Judges" resta comunque il minimalismo, che fa scivolare il sassofono dal suo ruolo di strumento jazz verso un linguaggio nuovo, che sposa Glenn Branca a Arthur Russell, Arvo Pärt e Anthony Braxton.
Le quattordici tracce non esplorano solo infinite soluzioni tecniche, ma allineano un fronte emotivo che provoca ammirazione e stupore, rivitalizzando il linguaggio, riportando la musica al centro dello specchio culturale dei nostri giorni, come dimostra la rilettura di "Lord I Just Can't Keep From Crying Sometimes" di Blind Willie Johnson, scarnificazione di un blues eterno che osa violentare i confini del suono, mentre la preziosa presenza di Shara Worden (My Brightest Diamond) sfibra l'antico e proietta il brano verso un nuovo futuro.
Non si tratta dell'unica voce presente tra le alchimie sonore di Colin Stetson: tra le grida di "Judges" si intravede il suo controcanto e in "A Dream Of Water" si manifesta anche quella di una Laurie Anderson in splendida forma, nel suo ipnotico raccontare di genocidi e brutali sofferenze, che segna una delle magie naturali di quest'album.
La sua presenza non è affatto aliena alla logica progettuale: basti ascoltare il breve coro di "All The Colors Bleached To White (Ilaij II)", che introduce un altro splendido incastro ritmico, "Red Horse (Judges II)", una samba dai toni apocalittici e dalle timbriche metalliche e ossessive, più forte di qualsiasi gruppo elettronico-noise (i Nine Inch Nails non avrebbero saputo far meglio).

Quelle delle voci non sono semplici incursioni ma vere e proprie estensioni della ricerca musicale di Stetson; la loro presenza non aggiunge emotività all'apparente freddezza dell'album, ma stempera quei pochi momenti d'incertezza che sembra riempire alcuni vuoti. Ad esempio, "Fear Of The Unknown And The Blazing Sun" non è concepibile senza le voci all'unisono di Shara Worden e Laurie Anderson, così come "All The Days I've Missed You (Ilaij I)" si anima di gloria e seduzione con il french horn (suonato sempre da Colin Stetson).
Lo sforzo intellettuale e artistico ha anche una connotazione fisica: la tecnica di respirazione circolare permette a Colin di utilizzare tutto il suo corpo; la bocca, la gola, il naso, le dita contribuiscono a ogni genesi sonora, convogliando un flusso creativo notevole verso un brillante risultato.

Anthony Braxton deve aver lasciato in questo suo protetto, non solo la passione per la musica ma anche qualcosa dei suoi studi filosofici, che Colin Stetson traduce in innovazione sonora che incrocia i Flying Lotus e i Godspeed You! Black Emperor nella splendida "Home", rinnovando i fasti dell'avanguardia jazz nella furiosa poetica free di "The Righteous Wrath Of An Honorable Man".
È una completa e complessa tessitura di germi e suoni quella che archiviano le quattordici tracce di "New History Warfare Vol. 2: Judges", un album che si candida come uno dei più vividi centri creativi musicali del 2011.   

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(24/03/2011)



  • Tracklist
  1. Awake On Foreign Shores
  2. Judges
  3. The Stars In His Head (Dark Lights Remix)
  4. All The Days I've Missed You (Ilaij I)
  5. From No Part Of Me Could I Summon A Voice
  6. A Dream Of Water
  7. Home
  8. Lord I Just Can't Keep From Crying Sometimes
  9. Clothed In The Skin Of The Dead
  10. All The Colors Bleached To White (Ilaij II)
  11. Red Horse (Judges ll)
  12. The Righteous Wrath Of An Honorable Man
  13. Fear Of The Unknown And The Blazing Sun
  14. In Love And In Justice
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