Darren Hayes

Secret Codes And Battleships

2011 (Powdered Sugar) | blue-eyed soul, synth-pop

"In tutte le cosmogonie antiche è l'acqua che dà origine al mondo. L'acqua è anche simbolo di purezza e di rinascita spiriturale, liberando l'anima dalle macchie terrene, così come purifica il corpo liberandolo da infezioni e malattie. Non a caso il battesimo cristiano è l'emblema della purificazione dell'anima". L'amore, come l'acqua, è vita e l'innamoramento è rinascita. L'ancora di salvezza. "Io sono un'isola, tu sei l'oceano, e tutta la mia tristezza la trascina con sé il mare". (Darren Hayes, "Taken By The Sea").

A volte è complicato, per un artista, scrollarsi di dosso le etichette che gli vengono appiccicate (più o meno a ragione). Quando si azzecca presto la canzone giusta, e si arriva all'improvviso sui più grandi palchi internazionali, la propria immagine e la propria voce restano indissolubilmente legate a quella stagione o a quello zuccheroso ritornello.
Chi di voi non ha mai ascoltato, alla fine degli anni Novanta, "Truly, Madly, Deeply"? La canzone catapultò i Savage Garden in vetta alle classifiche anche negli States. Fu un successo neanche troppo scontato, in fin dei conti, visto che il soft-rock in cui il duo australiano indugiava (miscelato con un europop facile facile, in debito coi Roxette) era oramai fuori moda da un po'. Il suo viso pulito e il falsetto alla Smokey Robinson hanno reso in tempi record Darren Hayes una star, e le romanticherie firmate da lui e Daniel Jones (funzionò alla grande anche "I Knew I Loved You") sono diventate immancabili wedding songs per svariate coppie d'innamorati in tutto il globo.

Chiuso il breve ma fortunatissimo capitolo Savage Garden, il nostro ha fatto fatica ad imporsi come artista solista dotato di spessore e di credibilità. Non l'hanno aiutato gli arrangiamenti pacchiani di Walter Afanasieff, re Mida dell'Adult Contemporary a stelle e strisce, artefice di successi per Michael Bolton e Mariah Carey e produttore di "My Heart Will Go On" di Celine Dion - il primo album "Spin" tiene il piede strategicamente in due scarpe, e se negli episodi più riusciti suona come un lavoro di Richard Marx prodotto da Babyface, nei peggiori rincorre i cliché più triti e prevedibili degli N'Sync, dei Backstreet Boys e dell'ultimo Michael Jackson.
Il grande passo avanti è avvenuto con "The Tension And The Spark", uno dei dischi pop più originali e coraggiosi degli ultimi dieci anni - realizzato con l'aiuto di Robert Conley (Specificus), di Mark "Spike" Stent e Marius De Vries. Si accorge dell'artista persino quella stampa cui il solo nome "Savage Garden" faceva venire l'orticaria (l'NME arriverà a definire Darren Hayes un genio) ma la Sony si ritrova pur sempre tra le mani canzoni poco commerciali, ricche di suggestioni electro sperimentali e di testi introspettivi, che riflettono il periodo buio di una burrascosa vita privata (il brano "Unloveable" è un pugno dritto nello stomaco).

A quattro anni dal doppio, farraginoso "This Delicate Thing We've Made" arriva oggi un disco che mostra un uomo più sereno e in pace col proprio passato, dopo essersi tanto bruscamente distanziato dal pop innocente degli esordi. Grazie ad una cernita più severa del materiale e delle idee, il risultato finale è una collezione di perle radio-friendly come da tempo non gli accadeva, sempre in equilibrio tra creatività e voglia di recuperare i fan della prima ora (e magari di attrarne di nuovi).
Per missare le nuove canzoni arriva Robert Orton (già con Lady Gaga) mentre per la loro stesura e per la produzione Hayes si affida a Justin Shave, al sodale Conley, a Carl Falk e a una vecchia volpe come Phil Thornalley (ex-Johnny Hates Jazz, produsse "Pornography" dei Cure e scrisse "Torn", il più eclatante successo di Natalie Imbruglia). Mai prima d'ora Hayes era riuscito a trovare un terreno comune a tutte le sue influenze (Prince, i Depeche Mode, Daryl Hall e John Oates) e, al contempo, ad esplorare territori insoliti.

L'album è incentrato sulle relazioni e sull'importanza di tenerle in vita, anche quando il mondo intorno a noi sembra crollare a pezzi: particolarmente eloquente è la seconda canzone, "Don't Give Up" ("ho promesso che non ti avrei fatto del male, ho scritto una lettera e ho diviso tutte le parole in due - metà per me e metà per te"). Il gusto per le sonorità "eighties" riaffiora in "Nearly Love", tra il glockenspiel di Phil Thornalley e una sezione ritmica che richiama quella di Phil Collins in "I Know There's Something Going On" di Frida.
Inizialmente "Black Out The Sun" era stata composta per Leona Lewis, ma Darren ha fatto bene a tenerla per sé - qui siamo di fronte a una tra le pop songs più indovinate del 2011, drammatica ma evocativa. Se Adele dà fuoco alla pioggia, l'ex-Savage Garden parafrasa a modo suo nientemeno che "Funeral Blues" di W. H. Auden (anche se a morire non è la persona amata, ma il sentimento): "oscura il sole, tira giù la luna, perché tanto non mi serviranno più; spegni le stelle e tingi pure di nero il cielo, ferma la pioggia e avvelena il terreno, perché l'amore non è più di casa; che la frutta diventi pure vino amaro, era dolce solo quando eri con me". La ballabile "Talk Talk Talk" strizza l'occhio a Madonna e Mirwais ("Get Together") mentre il gioco di contrasti di "Bloodstained Heart" ha molto in comune con i più plumbei Snow Patrol.

"God Walking Into The Room" è il tipo di canzone che gli Erasure non scrivono almeno dai tempi di "Always", e anche "Stupid Mistake" è davvero molto orecchiabile. Hayes e i co-produttori sembrano voler raccogliere l'eredità di Trevor Horn, avvalendosi di complicati intrecci tra elettronica e inserti orchestrali. Di tanto in tanto la filosofia del carpe diem fa capolino nella musica leggera: "Roses" ci prova, ma Walter Afanasieff trasforma il tutto in un esercizio lezioso. Carina, ma assai poco originale, la melodia di "The Siren's Call" (pare di ascoltare gli Hurts alle prese con "Why" di Annie Lennox...).

Musicalmente eclettico, ma allo stesso tempo coerente e consistente, il nuovo "Secret Codes And Battleships" potrebbe realmente riuscire nell'intento di riportare Darren Hayes nel firmamento del pop. Il buon giorno si vede dal mattino: l'album è entrato al decimo posto in Australia, ed è arrivato in Top Thirty in Inghilterra. Un gradito ritorno.

(08/11/2011)

  • Tracklist
  1. Taken By The Sea
  2. Don't Give Up
  3. Nearly Love
  4. Black Out The Sun
  5. Talk Talk Talk
  6. Bloodstained Heart
  7. God Walking Into The Room
  8. Hurt
  9. Roses
  10. Stupid Mistake
  11. Cruel, Cruel World
  12. The Siren's Call
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