Haus Arafna

New York Rhapsody

2011 (Galakthorrö) | minimal, industrial

Nel 95% dei casi (statistica puramente soggettiva), il connubio tra musica (specie quella elettronica) e alta moda ha nel tempo generato aborti senza né arte né parte: dagli innumerevoli spot pubblicitari agli scialbi synth-carpet e mash-up dai ritmi inconsistenti, utilizzati in passerella per scandire indecorosamente l'andatura isterica di dead (wo)men walking alla mercé di un vuoto manierismo concettuale, fatto perlopiù di ripescaggi a casaccio dal calderone dell'arte contemporanea.
In questo vero e proprio ecosistema parallelo da reflusso gastroesofageo, l'atelier Arafna (a pieno titolo nel restante 5% dei casi di cui sopra) è il Maalox della situazione, per quanto il lavoro in questione non sia accostabile alle prime radicali "collezioni autunno/inverno" del duo, ossia "Blut (Trilogie Des Blutes)" e "Children Of God", per intenderci.
Ma poco male, anzi. Gli Haus Arafna infatti possono permettersi di tutto, sia in quanto dèi pagani del culto minimal-industrial (romanticamente parlando) sia in quanto titolari della cult-label Galakthorrö (artisticamente ed economicamente parlando).

Ma veniamo a come "New York Rhapsody" è stato concepito: molto semplicemente, i Nostri hanno accolto di buon grado la proposta della giovane e brava  fashion designer Katie Gallagher di creare un degno tappeto sonoro per il suo show all'interno della "New York Fashion Week", nel settembre del 2009.
La pubblicazione è stata volutamente differita di un paio d'anni per lasciare il giusto spazio a quella di "You" (2010), album sicuramente più vicino a quell'angst-pop di cui gli Arafna sono stati eletti "pionieri".
L'apertura del sipario, affidata alla triade "45 Minutes In New York", "God Sow Secrets" e "Veil", non è poi stilisticamente così distante da quelle atmosfere minacciose da human-meat industry alle quali il duo tedesco ci ha abituati con le sue antecedenti produzioni, seppur con una certa morbidezza di fondo che ammanta il tutto di un'inusuale accessibilità.

"I Did It For You", il pezzone di turno dai beat più "November Növelet" (il cui spettro incombe sempre più frequentemente), ha tutta l'aria di una dedica "intimidatoria" alla bella committente del progetto.
La prima tranche di questa rapsodia newyorkese haute couture non è affatto deludente, se non ci si lascia andare a facili decontestualizzazioni.
A farci piombare in un'insana cupezza notturna sono "You Know How To Destroy Me" e "Give The Strength", che spalancano le porte al magnetismo di "Heart Beats Blood Flows", brutale in cuffia come sul catwalk soprattutto per i vocalizzi di Mr. Arafna, cadenzati e sentenziosi.
La sfilata prosegue senza inciampi o cadute (di stile), seppure brani come "Desecrated" e "Poison" rallentino il cardiopalmo.

Il picco successivo giunge negli ultimi sette minuti, quando tutto va compiendosi con le urla ovattate di "Kalt Im Bauch" e i graffi sulla schiena di "What You Said". Saluti, mitragliate di flash, ringraziamenti, cocaina e tutti a nanna.

 

 

 

(24/01/2012)

  • Tracklist
  1. 45 Minutes In New York
  2. God Sows Secrets
  3. Veil
  4. I Did It For You
  5. You Know How To Destroy Me
  6. Give The Strength
  7. Heart Beats Blood Flows
  8. Desecrated
  9. Ground Zero
  10. Poison
  11. Kalt Im Bauch
  12. What You Said
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