Hezekiah Jones

Have You Seen Our New Fort?

2011 (Yer Bird) | songwriter, alt-folk

La "rivoluzione folkscevica" di Raphael Cutrufello (come qualcuno l'ha argutamente chiamata) è giunta alfine al suo secondo atto, dopo quasi cinque anni dall'uscita del brillante esordio "Hezekiah Says You're A-Ok". In questo lungo periodo, in realtà, il cantautore di Philadelphia  deus ex machina del "collettivo" Hezekiah Jones non è stato con le mani in mano, dando alle stampe un paio di Ep ("Come To Our Pool Party" e "Bread Of Teeth") e partecipando a svariati progetti (lo split "The Asheville Squint" condiviso con l'amico Chris Bathgate, il tributo agli Sparklehorse "That Horse Yonder", il primo volume del nostro OndaDrops e altri ancora). Ma se è vero che le rivoluzioni necessitano di atti "sovversivi", è certamente questo nuovo lavoro a dare il colpo definitivo al "sistema", testimoniando con grande forza espressiva la personalità dell'alt-folk di Cutrufello.

Già dalla front cover, ideata come tutte le altre dal precedente proprietario di YerBird Morgan King (da qualche tempo, infatti, la label statunitense si è virtualmente trasferita in Canada, passando nelle mani del folk-blogger Sandy Smith), appare chiaro come la "nuova fortezza" di Raphael Cutrufello sia frutto di un lavoro artigiano piuttosto elaborato, grazie al quale la scrittura dalle tonalità pastello di Cutrufello, in grado di coniugare melodie piene di grazia a uno storytelling fotografico dal gusto impressionista, viene modellata in forme parzialmente nuove.

C'è aria di cambiamento nel sophomore di Hezekiah Jones, c'è una vivacità frizzante legata in buona misura alla presenza, in veste di musicista e (soprattutto) di co-produttore dell'album, di Andrew Lipke, artista appartenente alla stessa fervida scena folk di Philadelphia in cui gravitano Hezekiah Jones, Spinning Leaves, Chris Kasper, The Great Unknown - giusto per citarne alcuni.
Il Dr. Lionel JD Jones, come Lipke viene soprannominato quale membro del "collettivo Jones", arricchisce la scrittura di Cutrufello di un'impalcatura strumentale importante, conferendo ai brani un carattere più corale e donando loro una maggiore profondità. A fare la differenza è soprattutto l'imponente presenza di fiati: trombe, tromboni, flicorno, sassofono e clarinetto si stratificano sulle melodie rivestendole di lucentezza, come evidente nella stralunata "Mind Malaise", primo singolo estratto dall'album, o nella mesmerizzante "Cannonball (I've Got A Little Room)", magnifica revisione del brano contenuto in "The Asheville Squints", per poi abbandonarsi a improvvisazioni surrealiste come nella strumentale "Some Things To Help You", interamente frutto dell'estro di Lipke, o nella coda jazzy della stessa "Mind Malaise".

Numerosi effetti sonori popolano questo secondo lavoro di Cutrufello, ed egli si diverte a disseminare qui e là, come già in alcuni brani della sua precedente produzione, brandelli recuperati da vecchie (e talora curiose) registrazioni: così il parlato sullo sfondo della toccante "Lift The Shadow From This Heart" è tratto da una previsione astrologica che qualcuno fece a Raphael più di dieci anni fa, mentre la chiusura sgangherata del brano testimonia gli strani suoni che la tastiera di Raphael emetteva subito dopo essere stata danneggiata da un allagamento.

L'interpretazione di Raphael Cutrufello è sempre sopra le righe, e il cantautore di Philadelphia riesce tanto a tenere testa ai momenti più orchestrali, quanto a muoversi con grande delicatezza nei brani più snelli, laddove al centro della scena ci sono solo la sua voce vellutata e una scarna strumentazione: il clima festoso di brani come "Drawing Pictures", "Airplane Window" o "Cannonball" cede infatti il passo alla mesta gentilezza di chitarra e pianoforte nella malinconia di "Lift The Shadow From This Heart", nell'esile tenerezza di "Last Parade On Ann St." (cover di uno dei brani più belli di Bathgate), nel candore della splendida "Traffic To The Sea", qui in una versione pianistica più scorrevole di quella (voce-e-chitarra) già presente, insieme ad "I Love My Family", in "Bread of Teeth". "Sweet, life is so sweet so sad/ the ones you love the most go by so fast", intona la morbida voce di Cutrufello scivolando sulle note di piano, mentre l'album si appresta a concludersi. Ma sul finale di "Traffic To The Sea" il cuore si apre alla dolcezza: "I know you won't let me down", sussurra Raphael. "So che non mi deluderai".
E così, giunti in fondo al secondo capitolo della "rivoluzione" di Cutrufello e soci, si potrebbe concludere prendendo a pretesto quelle stesse parole usate dal songwriter statunitense. Le aspettative per il nuovo lavoro di Hezekiah Jones erano alte. E il buon Raphael non le ha certamente deluse.

(27/03/2011)

  • Tracklist
  1. Airplane Window
  2. Mind Malaise
  3. Some Things To Help You
  4. I Love My Family
  5. Drawing Pictures
  6. The Last Parade On Ann St.
  7. Dean Helm
  8. Cannonball (I've Got A Little Room)
  9. Lift The Shadow From This Heart
  10. Traffic To The Sea
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