Immanu El

In Passage

2011 (And The Sound) | post-rock

Quella degli svedesi Immanu El è una continuing story davvero prodigiosa nell'ambito della tradizione musicale che intendono salvaguardare, ovvero il macro-contenitore del post-rock contemporaneo. Dopo un esordio decisamente in debito con gli Explosions In The Sky (ma chi non si è misurato con un simile nome, almeno nell'ultimo lustro?), la personalissima direzione del quintetto di Göteborg viene segnata da "Moen", album pregiato ed emotivamente più marcato, e che anzi nello spirito è forse poco distante dal deséspoir provinciale della emo americana anni '90. La firma del prodotto diviene la voce del frontman, anello mancante in direzione di un Jónsi più arioso e versatile.
"In Passage" è la sublimazione - anche in senso prettamente chimico - della loro ricerca espressiva, giunta ora al suo ideale compimento: il gusto della melodia in precedenza dimostrato va sempre più incontro ad aperture estatiche d'intensità crescente; gli Immanu El non seguono più la formula del tipico climax, bensì ne inventano una tutta loro, che nel continuo dialogo tra voce e strumenti raggiunge una tensione emotiva pressoché costante. Il pianoforte torna ad avere un ruolo preminente, i suoi accordi profondi avanzano in linea col basso, mentre tenui elementi orchestrali svelano con ulteriore (in)tangibilità un vastissimo panorama celeste.

Già "Skagerak" è probabilmente una delle vette più alte di questi anni, manifesto dell'approdo poetico della formazione, che oramai procede senza indugi su una scrittura lineare, semplice anche nelle suggestioni testuali, eppure avvolta da un'abbacinante luce propria. Si fa inoltre chiara, in un periodo un po' meno gravido di spinte innovative, la tendenza alla sedimentazione delle esperienze sorte nell'ultimo decennio, gradualmente riproposte col senno di poi. Così, mentre "Conquistador" fa riemergere i tratti più salienti dei primi Mogwai, nella quiete di "To An Ocean" rivivono chitarre e archi sigurrosiani, in una sospensione percettiva vieppiù intensa. Il calore super-umano di "Comforting Dawn" pare lontano anni luce rispetto agli scenari post-nucleari dei Godspeed, come a trovarsi in un limbo che li precede o li segue di una distanza infinita.
Nel corso degli otto brani si rivelano queste e altre sfumature, ma nel suo complesso "In Passage" è come una incessante variazione sullo stesso tema: una volta raggiunto l'ipotetico snapshot perfetto, gli Immanu El hanno deciso che esso sarebbe stato il loro faro illuminante, e la loro musica una instancabile dichiarazione d'amore; una singolare lettura che forse qualcuno troverà stucchevole, ma l'abbandono alla quale rivela una bellezza pura, ancor prima di un solido talento.

Nell'incessante rullo della batteria, l'ultimo afflato di "On Wide Shoulders" si affaccia sull'eterno, lo sguardo è rivolto a una realtà conosciuta ma che ci appare tutta nuova e stupefacente. Non tanto il suono, quanto lo spirito, ne risulta profondamente trasfigurato, aprendosi più che mai ad una sincera contemplazione del Tutto che ci sovrasta.


 

(24/11/2011)

  • Tracklist
  1. Skagerak
  2. Conquistador
  3. The Threshold
  4. Comforting Dawn
  5. Into Waters
  6. To An Ocean
  7. While I'm Reaching For You
  8. On Wide Shoulders


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