Håkan Ludvigson

Soulroom

2011 (Substream) | minimal-house, deep-house

L'elettronica da club, specie nelle sue incarnazioni più “minimal”, ha sempre trovato nei paesi del nord Europa un terreno fertile e produttivo, capace di sfornare una gran quantità di giovani talenti in maniera tale da mantenere sempre attiva una scena che, dopo anni, continua a rimanere sulla cresta dell'onda.
Uno degli ultimi arrivati ad aggiungersi al lungo elenco è il norvegese Håkan Ludvigson, fondatore ed attuale proprietario della Substream, capace di svettare sul mercato nel giro di pochissimi anni e – dopo questo album – decisamente pronto per il grande salto oltre i confini del gelo artico.

“Soulroom” è il disco-manifesto della Substream e di Ludvigson, capace di abbracciare con maestria un sound house minimale e ipnotico e di adattarlo ad uno spettro di stili poliedrico e variopinto, ancora in grado – unico insieme alle nuove forme della techno – di tenere banco dopo anni di evoluzioni e successi. Tredici lunghe camminate, tutte sopra i cinque minuti di durata, nel mondo della club music moderna, “fredda” quanto basta per essere ricondotta alla terra natia dell'artista ma non per questo esente da una natura tecnopolita ed internazionale.

Così si passa da veri e proprie potenziali hit (la chill-out di “Goodbye” e la sinistra “Darkness”, entrambe deliziate dalla voce della connazionale Coni) ad approdi nella house più pura, all'insegna di liquidi samples à-la-Four Tet (“Nothing Ever Ends”, con la partecipazione di un altro nome caldo di casa Substream, Alx002 e del polacco Cedar M), fagocitati reticoli hip-hop (“Freesoul”), curiosi esperimenti folktronici (“Yra Myra”) o del più totale rispetto della tradizione black di Chicago (“Take My Soul”). Altrove, invece, i ritmi si abbassano lasciando spazio ad una deep-house ipnotica e rarefatta: ci ritroviamo così catapultati nella lounge room di un disco-pub del futuro nelle levigate atmosfere di “Beautitude”, nel trip-hop obliquo dell'iniziale “The Soft Stairlight” e nell'incedere minimale di “With You Always”, prima che gli acidi di “Something About The People” e i metalli di “The Obvious Next Step” trascinino di nuovo nel bel mezzo del dancefloor.

Uscito nel 2011 ma distribuito capillarmente solo circa a metà dell'anno seguente, “Soulroom” ci presenta l'artigiano Ludvigson in tutte le sue sfaccettature, lanciandolo come uno dei nomi da tenere ben presenti per il futuro dell'ebm. E mentre la Substream inanella produzioni di lusso (ultimo dei quali il promettente Kristian Heikkila), il suo boss si prepara al grande salto: dalle nevi e dai ghiacci alle piste più fini dei club di tutt'europa.

(17/09/2012)

  • Tracklist
  1. The Soft Stairlight
  2. Goodbye (featuring Coni)
  3. Nothing Ever Ends (with Alx002 & Cedar M)
  4. Take My Soul
  5. July
  6. With You Always
  7. Amazing
  8. Darkness (featuring Coni)
  9. The Obvious Next Stop
  10. Freesoul
  11. Yra Myra
  12. Something About The People
  13. Beautitude (with Alx002)
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