Luke Haines

9 Psychedelic Meditations On British Wrestling Of The 1970s & Early 80s

2011 (Fantastic Plastic) | anti brit-pop

Luke Haines non ama la mediocrità imperante nello star system, né il confuso trambusto della interminabile era della musica alternative: la sua sarcastica indole tipicamente british spazza via in un sol istante anni e anni di bugie critiche, e ripristina l'essenza del rock'n'roll.
Insieme ai Suede, i suoi Auters rivoluzionarono contenuti ed estetica della musica inglese, con conseguenze ancora percettibili. "9 ½ Psychedelic Meditations On British Wrestling Of The 1970s & Early '80s" conferma la genialità incontaminata dell'artista, la sua musica sta al brit-pop come i Fall di Mark E. Smith stanno alla new wave e al punk, sempre imprevedibile e diversa ma sempre inconfondibile.

Non è un caso che abili critici inglesi abbiano definito Luke Haines non un outsider, ma un commediografo della pop art. Il suo self control è ricco di sapiente cinismo, la sua creatività lirica è ingombrante e superlativa, ma senza che il tutto assomigli al suonar delle campane in festa.
Il suo attuale interesse per il wrestling, filo conduttore del progetto, non è in risposta al Duckworth Lewis Method di Neil Hannon sul cricket, ma è frutto della passione del padre per questo sport; il giovane Haines, condividendone l'entusiasmo, ha esplorato tutti gli aspetti sociologici del fenomeno.
"9 ½ Psychedelic Meditations On British Wrestling Of The 1970s & Early '80s" diventa così una breve rock-opera che racconta i fasti e le miserie di un'Inghilterra oramai lontana, c'è nostalgia e malinconia nelle ballad sempre in tono dimesso e ricche di parole e riflessioni. È l'album più sincero ed emozionale di Luke Haines: per un attimo l'autore riacciuffa l'ispirazione dei vecchi Auters con bisbigli e sussurri poetici abilmente incorniciati in architetture sonore ricche di echi prog e beat, opportunamente filtrati dalla sensibilità del synth-pop.

Suoni elettronici primitivi di un Casio VL-Tone intonano mini sinfonie pop ("Big Daddy Got A Casio VL-Tone"), cascate di synth dal fascino oscuro infettano le armonie di "Rock Opera - In The Key Of Existential Misery" (nella quale Luke ci ricorda che lui non è Leonard Cohen e nemmeno Nick Drake) e tutto sembra grottesco e fuorviante.
"Inside The Restless Mind Of Rollerball Rocco" e "Gorgeous George" restaurano il barocco glam-pop che rese leggendari i suoi esordi - il racconto prende il sopravvento e Luke Haines adorna il tutto con un brivido. La delicata ballad "Saturday Afternoon" sgorga dai ricordi dell'infanzia senza nostalgia, svolgendo le note sulle quali Luke Haines ci regala una delle perle della sua carriera, ovvero "I Am Catweazle".

Pubblicato in mille copie e già out of stock, "9 ½ Psychedelic Meditations On British Wrestling Of The 1970s & Early '80s" non è un album facile, ma Luke Haines resta sempre amabilmente audace e geniale.

(20/08/2012)



  • Tracklist
  1. Inside The Restless Mind Of Rollerball Rocco
  2. What The Plumber Saw
  3. Gorgeous George
  4. Rock Opera - In The Key Of Existential Misery
  5. Linda's Head
  6. Saturday Afternoon
  7. Big Daddy Got A Casio VL-Tone
  8. I Am Catweazle
  9. We Are Unusual Men
  10. Haystack's In Heaven (Parts 1-3)
Luke Haines su OndaRock
Recensioni

LUKE HAINES

21st Century Man

(2009 - Fantastic Plastic)

La saga di Luke Haines, ovvero la pop music del ventunesimo secolo

Luke Haines on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.