Marco Parente

La riproduzione dei fiori

2011 (Woland) | songwriting

Marco Parente è stato uno dei figli più promettenti dell'epoca d'oro della scena indipendente italiana, nel bel mezzo degli anni 90. Molti di coloro che si affacciarono alle luci della ribalta in quel periodo continuano oggi a essere irrinunciabili punti di riferimento tanto della canzone d'autore (Paolo Benvegnù, Cesare Basile) che di quella più classicamente rock (Marlene Kuntz, Afterhours, giusto per fare i primi nomi che naturalmente sovvengono).

 

Marco Parente ebbe la fortuna di sedersi dietro la batteria dei C.S.I. in occasione di due album fondamentali: "Ko de mondo" (1994) e "Linea gotica" (1996, e giù il cappello, per favore!). Poi parve voler prevenire il naufragio della creatura di Ferretti e Zamboni, e già l'anno successivo se ne distaccò pervenendo al primo lavoro solista, "Eppur non basta", quello con dentro uno straordinario duetto con Carmen Consoli. I successivi "Testa, di cuore" (1999) e "Trasparente" (2002, prodotto da Manuel Agnelli, con Benvegnù alla chitarra elettrica), consolidarono il talento del musicista napoletano, radicandolo nell'immaginario collettivo come punto di riferimento della scena cantautorale contemporanea. Oggi, dopo i due capitoli "Neve ridens" e il progetto Proiettili Buoni, portato avanti a quattro mani con il solito Benvegnù, arriva "La riproduzione dei fiori", in grado di confermare tutte le impressioni positive finora da più parti espresse su Marco Parente, uno degli artisti "intoccabili" di casa nostra.

 

"La riproduzione dei fiori" è un disco di grandissima classe, contenente undici germogli che si impongono come instant classic già prima di sbocciare definitivamente sotto i raggi di sole di una primavera oramai alle porte. Testi calibrati e suoni cesellati, imperniati tanto su ricami acustici e cristallini ("Il diavolaccio", "Il diavolo al mercato"), quanto su colpi da rockstar consumata (la botta rock dell'album arriva in corrispondenza di "C'era una stessa volta"), con un lieve retrogusto jazzy sempre pronto ad affiorare. Canzoni ora fragili, ora robustissime, nelle quali la sorpresa è costantemente dietro l'angolo. E la sorpresa può rivelarsi attraverso un briciolo di elettronica, un testo elaborato in lingua inglese ("Bad Man"), imprevisti vaghi echi Radiohead-style ("La grande vacanza"), oppure un'inaspettata espressa citazione di "Sympathy For The Devil" in "L'omino patologico", nella quale appare come ospite Alessandro Fiori. Altra partecipazione importante è quella di Robert Kirby, lo storico arrangiatore di Nick Drake, autore delle partiture per gli archi che abbelliscono "Sempre". Prima che "La riproduzione dei fiori" fosse completamente germogliato, Kirby è scomparso, quindi il disco costituisce anche un po' un omaggio alla sua memoria.

 

La nostra musica non può permettersi di rinunciare a fuoriclasse sensibili e coerenti, del valore di Marco Parente. E "La riproduzione dei fiori" è un disco ricco, destinato a restare. Con buona pace di chi si aspettava da questo lavoro qualche sbadiglio di troppo.

(10/03/2011)

  • Tracklist
  1. Il diavolaccio
  2. La riproduzione dei fiori
  3. C'era una stessa volta
  4. Sempre
  5. La grande vacanza
  6. Bad Man
  7. L'omino patologico
  8. Il diavolo al mercato
  9. DJ J
  10. Shakera bei
  11. Dare Avere
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