Marissa Nadler

Marissa Nadler

2011 (Box Of Cedar) | songwriter, folk, country

Non sono tante le sicurezze garantite dal mondo musicale contemporaneo. Tra le gelide, grigie mareggiate delle coste del New England, terra di streghe e foreste, ci si immagina Marissa Nadler, rimasta a tessere i suoi merletti di chitarra, a richiamare naufraghi nell'abbraccio glaciale della sua voce. Per questo suo quarto disco, prodotto attraverso la propria etichetta grazie a una campagna di finanziamento presso i propri fan, ci si aspetta una cupa traversata per i territori inospitali di un ponderoso concept, come minimo.
Invece la Nadler coglie l'occasione per "spogliarsi", almeno in parte, di alcune delle sue caratteristiche fondanti, dal suo costante, contrappuntato fingerpicking al respiro mitologico, fortemente allegorico dei suoi testi.

In questo disco omonimo la cantautrice statunitense si prende il non trascurabile rischio di scontentare proprio i fan di lunga data, quelli che l'hanno sostenuta nella produzione di questo lavoro, che la stessa Nadler riconosce come un'evoluzione del proprio stile. Proprio per questo, forse, "Marissa Nadler" è l'album che ha richiesto un tempo di composizione e produzione più importante, nella carriera della Nostra.
Già con "Little Hells" qualcosa si era avvertito di questa necessità, per l'artista americana, di arricchire la propria espressività. Nel disco del 2009 si trovavano già alcune delle variazioni presentate qui, ma sopravviveva probabilmente quell'inquietante fascino gotico, il sogno di fantasmi in amore che attraeva gli ascoltatori della Nadler.

In "Marissa Nadler" svaniscono invece le asperità in favore di pezzi di levigato country-pop dai titoli (fin troppo) esplicativi ("The Sun Always Reminds Of You", "Puppet Master", "In A Magazine"), arrivando a sconfinare nell'onirico melò sentimentale della Julee Cruise di "Baby I Will Leave You In The Morning" o nel valzer psichedelico dello sposalizio cimiteriale di "Wedding" (ripreso in veste più spoglia in "Alabaster Queen").
Si potranno però consolare i numerosi ammiratori nella Nadler nel ritrovare intatta la sua classe, non solo nelle numerose tracce che conservano il suo marchio di fabbrica (la bella "In Your Lair, Bear", "Little King", il reprise da "The Saga Of Mayflower May" di "Mr John Lee Revisited", "Wind Up Doll"),  ma più in generale nell'ormai conosciuto esercizio vocale, forse in grado di nobilitare autonomamente il non sempre brillantissimo tessuto compositivo di "Marissa Nadler".

Insomma, non v'è troppo da temere, nell'ascolto, ma neanche troppo di cui servirsi, in un disco in cui la fiction, non solo nei testi, non pare essere più il punto focale dell'espressione artistica di Marissa Nadler.


(20/06/2011)



  • Tracklist
  1. In Your Lair, Bear
  2. Alabaster Queen
  3. The Sun Always Reminds Me Of You
  4. Mr. John Lee Revisited
  5. Baby, I Will Leave You In The Morning
  6. Puppet Master
  7. Wind Up Doll
  8. Wedding
  9. Little King
  10. In A Magazine
  11. Daisy, Where Did You Go?
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