Matana Roberts

Coin Coin Chapter One: Les gens de couleur libres

2011 (Constellation) | freejazz-world music

9 luglio 2010, Montreal (Canada): un pubblico che non supera le trenta unità per la performance di Matana Roberts, sassofonista nata a Chicago (Illinois) protagonista di una rinascita culturale dell'arte dell'improvvisazione e punta di diamante del jazz moderno.
Evocando la forza e l'energia di John Coltrane, Anthony Braxton e Don Cherry e altresì accogliendo le pulsioni contemporanee dei Godspeed You! Black Emperor, l'artista ha evoluto forme e tecniche sperimentali superando le perplessità suscitate dall'esordio "Chicago Project".

Anni di ricerca e studi sul rapporto culturale tra musica e storia della creatività umana, attraverso oggetti e racconti capaci di edificare una storia geologica e antropologica degli africani in America, rendono "Coin Coin Charter One: Les Gens De Coleur Libres" l'album più interessante e intenso della sua carriera discografica.
Matana Roberts ha impresso nelle otto tracce tutte le ambizioni musicali e narrative, realizzando un album spirituale che amplifica il concetto di world music finora conosciuto.

Storie e personaggi che animano un impressionante viaggio liberatorio, la musica si evolve dalla rabbia di "Rise" alla consapevolezza di "I Am", forgiando nuovi canti di libertà ("Libation For Mr. Brown: Bid Em In...") e coscienza sociale ("How Much Would You Cost?").
Musica priva di compromessi, un linguaggio sonoro apparentemente asciutto e ostico, che si trasforma in un racconto intimo e sofferente nella tormentata nenia vocale di "Lulla/bye" e sfronda la prevedibilità di molta musica free-jazz nella già citata e superba "Rise".

Matana Roberts è affascinata non solo dalle tracce reali di una storia, ma anche dai fantasmi che ne evocano il tono leggendario, ancestrale e magico. "Kersaia" non è solo una celebrazione della storia e della cultura africana; mentre le ossessive e deliziose trame sonore si diluiscono con malsano torpore, le voci sembrano sbucare dal passato, come anime che si raccolgono sulla terra per raccontarci una verità troppo presto dimenticata.
 
Storie di dolore espresse con dignità ("Song For Eulalie"), ma anche con disperazione in "Pov Piti", uno straziante jazz-blues torturato dal violino, con il sax che racconta lo sgomento di un orfano che ha perso i genitori per colpa della febbre gialla.
Matana Roberts realizza il suo grande sogno di musicista, ovvero rappresentare l'antropologia del dolore e della breve felicità che accompagna la storia di un popolo schiavizzato. La musica di "Coin Coin Charter One: Les Gens De Coleur Libres" è solo a tratti prevedibile e consueta, lo spirito e la forza narrativa contengono tracce rilevanti di inventiva, conoscenza, rabbia e vulnerabilità umana con un gusto che nessun altro album del genere saprà darvi.
Lode alla Costellation per aver impresso coraggio e innovazione alla musica jazz con alcune opere (Colin Stetson) capaci di riconciliare il pubblico della musica con un genere spesso considerato solo per addetti.

(29/06/2011)



  • Tracklist
  1. Rise
  2. Pov Piti
  3. Song For Eulalie
  4. Kersaia
  5. Libation For Mr. Brown: Bid Em In…
  6. Lulla/Bye
  7. I Am
  8. How Much Would You Cost?
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