Mike Watt

Hyphenated-Man

2011 (Parabolica) | alt-rock

Tutto si può dire meno che Mike Watt non sia uno di parola. L'anno scorso, in occasione dell'uscita dell'omonimo album dei Floored By Four (progetto di cui facevano parte anche Nels Cline dei Wilco, Yuka Hona delle Cibo Matto e Douglas "Dougie" Bowne), aveva dichiarato che quel primo disco sarebbe stato anche l'ultimo della neonata band e così è stato. Peccato, giacché il suo mix di funk, jazz, elettronica, progressive-rock e psichedelia, incanalato in quattro lunghi brani (per oltre quaranta minuti d'ascolto), ci aveva conquistati con la sua imprevedibilità, la sua freschezza, la sua capacità evocativa.

 

Con "Hyphenated-Man", il bassista americano (ex-Minutemen, fIREHOSE, Banyan, Porno For Pyros e attualmente negli Stooges) riprende le redini della propria carriera solista, che trascurava dal 2004, anno d'uscita di "The Secondman's Middle Stand". Analogamente a quell'album e al suo predecessore, "Contemplatine The Engine Room" (1997), anche quest'ultimo si può definire una rock-opera: solo che stavolta il concept non è rappresentato né da alcune dolorose vicende private (l'infezione al perineo che nel 2000 stava per costargli la vita) rilette alla luce della "Commedia" dantesca ("The Secondman's Middle Stand"), né dal racconto delle avventure marinaresche del padre, adoperate come metafora per descrivere il percorso artistico dei Minutemen ("Contemplating the Engine Room"). "Hyphenated-Man", infatti, per stessa ammissione di Watt è ispirato tanto alle piccole creature che popolano i quadri di Hieronymus Bosch (alle quali fanno riferimento i titoli di ciascuna traccia), quanto al viaggio di Dorothy, la protagonista delle avventure nel Paese di Oz. Ne è venuto fuori una sorta di flusso di coscienza lirico-musicale, in cui, fuor di metafora, il (post)punk-rocker di Portsmouth, Virginia, riflette ad alta voce la sua vita di middle-aged man.

 

Al di là della presenza di un nucleo narrativo (per quanto meno strutturato rispetto alle già citate prove soliste precedenti), le differenze rispetto al lavoro con i Floored By Four sono molteplici. Tanto per cominciare, quest'ultimo full-length è costituito da trenta bozzetti la cui durata media è inferiore ai centoventi secondi. Il sound, poi, è fortemente debitore dei Minutemen: in questo senso, ha influito non poco il fatto che il disco sia stato concepito proprio mentre Keith Scheiron e Tim Irwin cominciavano a realizzare un documentario sullo storico ensemble, "We Jam Econo", cosa che ha in qualche modo costretto il bassista a un confronto con il proprio passato artistico. E così, in "Hyphenated-Man", Watt, coadiuvato dai Missingman Tom Watson (chitarra) e Tom Morales (batteria), si è cimentato nella sua attività preferita: decostruire il punk, l'hardcore, il funk, il blues, la psichedelia, il country e il folk e frullare tutto assieme. L'energia e la creatività che permeavano "Double Nickels On The Dime" (1984), il capolavoro dei Minutemen, sono lontane, ma non si può dire che il musicista americano non sia in forma. Lo "zio" Mike riesce ancora a tirar fuori dal cilindro brani come "Bird-In-The-Helmet-Man" (che sfodera un riff degno degli ZZ Top), Belly-Stabbed-Man (martellante e nevrotica come ai bei tempi), "Stuffed-In-The-Drum-Man" (una delirante piéce all'insegna di un post-punk primitivista e disarticolato), la danza isterica e scomposta di "Fryingpan-Man", "Shield-Shouldered-Man" (mirabile esempio di hardcore-funk), la spettrale ninna-nanna di "Bell-Rung-Man", la graffiante "Boot-Wearing-Fish-Man", "Blowing-It-Out-Both-Ends-Man" (uno dei vertici assoluti del disco, con il suo scatenato beat tribale, il basso che pompa forsennato e le frenetiche schitarrate funky atonali), "Mockery-Robed-Man" (un turbine infuocato di minimalismi post-tutto), "Hill-Man" (che gioca a scomporre una nenia à la David Byrne), il truce punk-hardcore di "Hell-Building-Man" e l'imperiosa e oscura "Man-Shitting-Man".

 

Il resto dell'album, malgrado il piglio sempre eccentrico, risulta trascurabile, precipitando persino, di tanto in tanto, nel manierismo (le folk-rock ballad "Hollowed-Out-Man" e "Wheel-Bound-Man", la spettrale nenia psych di "Cherry-Head-Lover-Man", le bluesy "Pinned-To-The-Table-Man" e "Jug-Footed-Man", il country elettrico di "Hammering-Castle-Bird-Man"). Poco male. Pur essendo ben lontano dal conquistare lo status di capolavoro, "Hyphenated-Man" è comunque un disco più che dignitoso, che testimonia come Watt, nonostante abbia superato la cinquantina da un pezzo e vada ormai per i sessanta, non abbia nessuna intenzione di alzare bandiera bianca.


(26/01/2011)

  • Tracklist
  1. Arrow-Pierced-Egg-Man
  2. Beak-Holding-Letter-Man
  3. Hammering-Castle-Bird-Man
  4. Bird-In-The-Helmet-Man
  5. Belly-Stabbed-Man
  6. Stuffed-In-The-Drum-Man
  7. Baby-Cradling-Tree-Man
  8. Hollowed-Out-Man
  9. Finger-Pointing-Man
  10. Own-Horn-Blowing-Man
  11. Fryingpan-Man
  12. Head-And-Feet-Only-Man
  13. Shield-Shouldered-Man
  14. Cherry-Head-Lover-Man
  15. Mouse-Headed-Man
  16. Antlered-Man
  17. Pinned-To-The-Table-Man
  18. Confused-Parts-Man
  19. Bell-Rung-Man
  20. Boot-Wearing-Fish-Man
  21. Thistle-Headed-Man
  22. Funnel-Capped-Man
  23. Blowing-It-Out-Both-Ends-Man
  24. Jug-Footed-Man
  25. Lute-And-Dagger-Man
  26. Mockery-Robed-Man
  27. Hill-Man
  28. Hell-Building-Man
  29. Man-Shitting-Man
  30. Wheel-Bound-Man
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