Noah And The Whale

Last Night On Earth

2011 (Mercury) | pop

Per Charlie Fink è giunto il momento di una nuova svolta. Dopo essersi conquistato i favori del pubblico indipendente con il pop-folk fresco e sbarazzino dell'esordio "Peaceful, The World Lays Me Down", dopo essersi rivolto ai cuori infranti virando su atmosfere cupe e malinconiche nel successivo "The First Days Of Spring", il cantautore leader degli inglesi Noah And The Whale cambia di nuovo rotta, ripartendo dal punto in cui il suo tragitto si era interrotto dopo il primo album, per intraprendere la direzione di un elettro-pop corposo e dinamico dominato da synth e drum machine.

Ma se i primi due album della band, ognuno a proprio modo e ognuno nel proprio "campo d'azione", erano due manufatti in grado di trasmettere, grazie alla loro "veracità", il feeling che il loro autore aveva infuso nelle sue canzoni, da subito "Last Night On Earth" colpisce per il tentativo di Fink e compagni di compiere il salto di qualità: niente più  artigianato e cuore, ma produzione industriale e sentimenti da spot pubblicitario.

Se "Peaceful..." era stato un primo, deciso, passo verso la notorietà piuttosto casuale e inaspettato (con un brano come "Five Years Time" a far da colonna sonora ad automobili, cereali e telefonini) e "The First Day Of Spring" era l'album che Fink aveva in animo di incidere in quel preciso momento e la cui scrittura gli era stata necessaria per esorcizzare i fantasmi della sua vita sentimentale,  "Last Night On Earth" è tutto un altro business.
Addentrandosi ascolto dopo ascolto tra i brani dell'ultima fatica dei Noah And The Whale, sembra che il maggiore stimolo a pubblicare un album fatto di canzoni nelle quali i cori da stadio (o forse da palasport, per non esagerare) si susseguono e si intersecano con tastiere onnipresenti e "plasticose", sia stata la volontà di allargare la propria audience e rendere il proprio suono più adatto ai pomeriggi musicali di BBC1 piuttosto che alle sere di BBC4.

Fortunatamente, anche sotto questi nuovi orpelli e mascheramenti, la scrittura di Fink si rivela di buon livello e piuttosto emotiva e ciò si percepisce in particolare in quei rari passaggi in cui la sfavillante e roboante produzione abbassa la guardia, come nella carezzevole "Wild Thing" (forse il brano migliore dell'album) o nella parentesi pianistica di "Paradise Stars" (anch'essa, tuttavia, sporcata da tastiere di cui si sarebbe volentieri fatto a meno).
Non che la maestria dei Noah And The Whale non sia evidente anche nei brani più pomposi (e pompati) del lotto: "L.I.F.E.G.O.E.S.O.N." sembra un medley del meglio della produzione pop inglese da classifica degli anni 80 ed è facilissimo immaginare che "Tonight's The Night" (nessun riferimento a Neil Young!) verrà cantata a squarciagola nel prossimo tour della band.
Ma, a differenza, di quanto accadeva con i lavori precedenti della band, l'ascolto di "Last Night On Earth" lascia un senso di vuoto che neanche qualche melodia ben riuscita riesce a colmare.

"Last Night On Earth" è un album destinato a dividere. Difficilmente convincerà coloro che avevano apprezzato  gli esordi dei Noah e forse deluderà chi aveva amato il folk da cameretta di "The First Days Of Spring", ma riuscirà senza dubbio nell'intento di far nuovi proseliti, probabilmente più giovani e "mainstream". La band di Twichenham, tuttavia, pur facendo un passo falso, dimostra la volontà di pensare in grande e di mettersi continuamente in gioco, sperimentando nuovi territori musicali con grande versatilità e disinvoltura. E alla fine di questa ultima fatica, tanto ai vecchi quanto ai nuovi estimatori dei Noah non resta che salutare l'"ultima notte sulla Terra" di Charlie Fink sventolando il fazzoletto verso il cielo, chiedendosi su quali nuovi pianeti sconosciuti approderà la band inglese e in che modo li stupirà al ritorno dal suo prossimo viaggio nello spazio.

(10/10/2011)

  • Tracklist
  1. Life Is Life
  2. Tonight's The Kind Of Night
  3. L.I.F.E.G.O.E.S.O.N.
  4. Wild Thing
  5. Give It All Back
  6. Just Me Before We Met
  7. Paradise Stars
  8. Waiting For My Chance To Come
  9. The Line
  10. Old Joy
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