One Dimensional Man

A Better Man

2011 (La Tempesta) | alt-rock

Once Upon A Time

Il ritorno degli One Dimensional Man è un evento, e se ne sta parlando così diffusamente sulla stampa specializzata anche grazie al successo riscosso da Pierpaolo Capovilla con i due dischi del Teatro degli Orrori

Sono trascorsi sette anni da quando gli One Dimensional Man decisero di congelare il proprio esaltante progetto, dopo aver mandato in stampa quattro album in grado di assestare una bella scossa alla scena indipendente nazionale. Un ritorno che si affianca ad altre recenti resurrezioni eccellenti, prima fra tutte quella dei Massimo Volume, altra band cardine dei nostri anni 90. Chi non visse attivamente quegli anni perché troppo giovane o troppo distratto, ha oggi l'opportunità di vedere queste formazioni dal vivo e addirittura scoprire del materiale nuovo.

Qualche mese fa la pubblicazione del box riepilogativo degli ODM e la notizia che la band era al lavoro su un nuovo disco fu accolta con tripudio dai vecchi fan, seguì l'inaspettato comunicato stampa che mandava momentaneamente in cantina il Teatro.

Ed eccoci ad assaporare undici nuove composizioni che vanno a costituire una nuova tappa nel percorso artistico di Pierpaolo Capovilla e Giulio Favero, le menti della formazione, con il batterista Luca Bottigliero a completare la line up titolare.

Today

"A Better Man" è distante anni luce dalla furia dell'ineguagliato esordio dell'uomo a una dimensione, risalente al 1997, e sarebbe ingeneroso pretendere nel 2011 la replica di quelle atmosfere. Oggi gli  One Dimensional Man sono cresciuti, sia anagraficamente che artisticamente, la foga di gioventù lascia spazio al mestiere e al condivisibile desiderio di esplorare nuovi territori.

Sin dalle prime note dell'album risulta evidente un approccio diverso, con il pianoforte che si schiude sulla voce femminile di Katla Hausmann, candidamente sovrapposta a quella di Pierpaolo per i circa due minuti della title track.

Qualsiasi uomo può diventare migliore, soprattutto se raggiunto dalle frecce di cupido, se la scintilla dell'amore lo sorprende, tornandogli a far battere il cuore, quel cuore che campeggia nella copertina a sfondo bianco di "A Better Man". Questi sono primi due minuti, poi si apre un mondo

What's In

Gli  One Dimensional Man contemporanei possono essere melodrammatici ("Ever Sad"), oppure disegnare ballate dal sapore gotico ("This Strange Disease"); possono conservare sprazzi di sana e robusta energia, degni dei momenti più abrasivi del passato ("The Wine That I Drink" ed "Ever Smile Again") oppure virare verso situazioni ai limiti con l'industrial, ora quasi sussurrato ("Too Much"), ora più marcatamente reznoriano ("Face On Breast", una cover di Scott Walker cantata col piglio di Bowie). Gli intrecci chitarristici di "A Measure Of My Breath", la perfezione formale di "This Crazy", le aperture strumentali di "Fly", i mulinelli electro di "This Hungry Beast" sono altre sfaccettature del prisma musicale del trio.

Molti fan della prima ora storceranno il naso, ne siamo certi, qualcuno arriverà a rimpiangere i due lavori del Teatro degli Orrori: la solita folle miopia che non consente di apprezzare la costante crescita artistica di una band nel breve periodo, salvo magari rivalutarla qualche lustro più tardi.

I'm With The Band

Capitolo ospiti: ce ne sono molti, alcuni molto importanti, da prezzemolino Enrico Gabrielli al violino dell'Afterhours Rodrigo D'Erasmo, dalla chitarra di Gionata Mirai alle derive elettroniche dei tanto strombazzati Aucan. E ancora Eugene Robinson degli Oxbow, Justin Trosper degli Unwound, Sir Bob Cornelius Rifo dei Bloody Beetroots, Jacopo Battaglia degli Zu, oltre a Richard Tiso, già con Capovilla nel TDO e nei recenti reading imperniati sui testi di Majakovskji.

Le liriche, tutte rigorosamente in lingua inglese, sono opera dal pittore e poeta australiano Rossmore James Campbell, già collaboratore della band ai tempi di "You Kill Me".

Gli One Dimensional Man con "A Better Man" intendono inviare un segnale di discontinuità rispetto al passato: meno rumore e più seduzione, meno voglia di spaccare il mondo e più tracce di disillusione, meno rabbia e maggior intenzione di contaminarsi con altri generi.
Gli One Dimensional Man di oggi sono un'altra cosa, è bello che siano tornati.

(26/06/2011)

  • Tracklist
  1. A Better Man
  2. Fly
  3. A Measure Of My Breath
  4. This Crazy
  5. This Hungry Beast
  6. The Wine That I Drink
  7. Ever Smile Again
  8. Ever Sad
  9. Too Much
  10. Face On Breast
  11. This Strange Disease
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