Primus

Green Naugahyde

2011 (Prawn Song) | alt-rock, crossover

I mitici Primus di Les Claypool, dopo un lungo stand-by dedicato a ripensamenti e a progetti solisti che l'hanno impegnato a lungo in tour (anche in Italia nel marzo 2010), riescono a riemergere dall'oblio e a pubblicare un album lungo, "Green Naugahyde", a tredici anni da "Antipop" (eccettuato il mediocre Ep del 2003, "Animals Should Not Try To Act Like People"). Il grande bassista che, assieme agli storici Larry Lalonde (chitarra) e Tim "Herb" Alexander ha reinventato una forma di musica totale per power trio, ora si trova affiancato del solo Lalonde, mentre ha visto allontanarsi "Herb". Per l'occasione, Claypool ha rispolverato Jay Lane, uno dei batteristi della preistoria dei Primus.

Con siffatta formazione, i tre peregrinano svogliati da funk-metal perlopiù canonici con cui sembrano omaggiare le band che i Primus stessi hanno influenzato ("Tragedy's A' Comin") a momenti di tracotante vaneggio strumentale ma di scarsa fantasia ("Hennepin Crawler") a parodie generiche ("Jilly's On Smack"), fino a vaudeville rilassati ("Last Salmon Man", "Lee Van Cleef"), non trovando mai la giusta inventiva. I numeri comici, come lo stomp demenziale di "Eternal Consuption Engine" e una versione assonnata delle sue gag malefiche, come "Green Ranger", semplicemente non raggiungono alcuno scopo.
Quando i tre provano la via sperimentale, altro valore aggiunto del marchio Primus, la scambiano per decorazione. L'intro e la coda quasi-psichedelica di "Eyes Of The Squirrel" semplicemente si fanno attendere troppo, e "Extiontion Burst" alterna, sprecandole, acrobazie strumentali e istanti tribali. Il modus operandi (o il trucco) di rimpinzare di trovate le jam in studio, qui poco-niente ispirate e discretamente grigiose, non funziona più.

Leslie Edward Claypool, classe 1963, nel decennio 2000 le ha provate tutte: improvvisatore, membro di supergruppo (gli Oysterhead con Trey Anastasio e Stewart Copeland, cfr.), talent-scout, autore di dischi a proprio nome, persino regista e scrittore. Con questo disco furbetto - preceduto da un mini di riscaldamento ("June 2010 Rehearsal", 2010) - ha aggiunto il tassello che mancava: il vezzo del ritorno alle radici primitive. Tenta di tenere agganciato l'interplay al suo basso e alla sua voce, ma nessuna delle due intriga o emerge; i comprimari rimangono una semplice colonna sonora: la chitarra di Lalonde non morde più; la batteria di Lane cerca di imitare pedissequamente Herb, e non di fare musica originale. Non ha aggiornato "Frizzle Fry" al 2011, l'ha semplicemente trasposto di peso, e il risultato è un'iperattività che somiglia a quella dei pensionati nostalgici, non al tocco dell'Hendrix del basso. Ha timbrato il biglietto anche per l'artwork con i proverbiali esseri di plastilina: questa è la più banale di tutte.

(24/09/2011)

  • Tracklist

1. Prelude To A Crwal
2. Hennepin Crawler
3. Last Salmon Man
4. Eternal Consuption Engine
5. Tragedy's A' Comin
6. Eyes Of The Squirrel
7. Jilly's On Smack
8. Lee Van Cleef
9. Moron TV
10. Green Ranger
11. HOINFODAMAN
12. Extiontion Burst
13. Salmon Man

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