Non erano richieste doti di chiaroveggenza per prevedere una certa dose di delusione per questo ritorno dei Rural Alberta Advantage, ruspante trio canadese sradicato dall'Alberta, appunto, verso la metropoli di Toronto. Forse il modo più sicuro per ripresentarsi, ricalcare lo stile e i temi dell'esplosivo esordio di "Hometowns" (del 2008, distribuito poi dalla Saddle Creek l'anno successivo) significava però accettare il cospicuo rischio di provare a riprodurre ancora una volta l'intensità, l'urgenza di quel primo lavoro, coi pochi mezzi a disposizione.
"Departing", già dal titolo, evoca una deviazione dai binari minima e, in effetti, il motore del disco rimane sostanzialmente immutato: l'ineducato, fragile ringhio di Nils Edenloff, l'ipercinetico rullare di Paul Banwatt e le sommesse intromissioni vocali e tastieristiche di Amy Cole.
Si tratta, naturalmente, di una scelta che non lascerà scontenti i fan della band canadese. Difficile non ravvisare, però, la relativa normalizzazione della proposta dei tre, espressa in particolar modo dal contributo percussivo di Banwatt, sempre vivo e squillante, ma non più in grado di variare suoni e schemi, né di offrire quelle prestazioni sopra le righe che costituivano una delle attrattive principali dell'esordio dei Rural Alberta Advantage.
"Departing" suona infatti decisamente più compatto di "Hometowns", ma si tratta di una scorrevolezza inanimata, non più di quel fragile ma mirabile equilibrio tra furore vitale e sanguigno romanticismo. Quest'ultimo viene richiamato dall'iniziale "Two Lovers" e poi da "Coldest Days", secondo schemi melodici ormai risaputi e con immagini slavate ("I'll hold you tight/Enough to crush your veins"), non più caratterizzanti con l'innocenza dei riferimenti di "Hometowns", ad esempio alle rose selvatiche dell'Alberta. Slanci di quelle secche, guizzanti tirate cercano nuova fortuna nel singolo "Stamp", senza riuscire a far rivivere il coinvolgimento di quella spregiudicata mancanza di grazia.
Poco rimane anche delle soffuse ballate di electro-pop scarnificato, quali "The Ballad Of RAA" o "Summertime", che sopravvivono solo in parte in "North Star" e "Under The Knife". Edenloff pare però lottare per ritrovare l'immediatezza melodica che aveva caratterizzato l'esordio, ottenendo spesso l'unico risultato di avvitarsi su se stesso, riuscendo a suonare capzioso e banale allo stesso tempo ("Muscle Relaxants" su tutte).
Un'uscita prevedibilmente interlocutoria: sarà difficile però, per i Rural Alberta Advantage, costruirsi un futuro.
04/03/2011