Scritti Politti

Absolute

2011 (Virgin) | synth-funk, alt-pop

Trent'anni fa il New Musical Express, una tra le più famose riviste musicali britanniche, allegava in omaggio una cassetta con una compilation dedicata ad artisti emergenti. In scaletta c'era anche il provino di una canzone, "The Sweetest Girl", che per quanto abbozzato catturò subito l'attenzione del pubblico e di alcune tra le principali etichette, che iniziarono a contendersi la presenza di Green Gartside (il cui vero nome è Paul Julian Strohmeyer) nel proprio roster. Gallese, classe 1955, Gartside è il fulcro e principale artefice del sound e delle originali liriche degli Scritti Politti - un nome che mescola riferimenti agli "Scritti politici", opera del celebre pensatore marxista Antonio Gramsci, e al classico di Little Richard "Tutti Frutti" - e darà davvero l'inizio a una tra le carriere più atipiche del pop d'oltremanica, contraddistinta da singolari mismatch tra pose intellettuali, esordi alternativi e successi con il suono più high tech dell'epoca.

"Absolute" è il primo tentativo di mettere in fila gli episodi salienti della carriera degli Scritti Politti, partendo dagli inizi dub-funk della ruvida, asciutta e dissonante "Skank Bloc Bologna", certamente in debito con il punk (Gartside rimase folgorato dopo aver visto i Sex Pistols in concerto a Leeds nel 1977) ma non priva di identità. Negli States gli Scritti Politti sono considerati poco più di una meteora, per merito (e per colpa) del lusinghiero riscontro che ebbe la canzone "Perfect Way" e soprattutto la rilettura del brano registrata successivamente da Miles Davis - il celebre trombettista è comparso anche nella ballad "Oh Patti (Don't Feel Sorry For Loverboy)", a oggi la loro canzone più nota al pubblico italiano - ma l'antologia include diciotto buoni motivi per far capire che al di là dell'uso abbondante e pionieristico del Fairlight e del Synclavier (c'è anche il vocoder in "Boom! There She Was", il cui testo nomina in serie i Tupamaros, la Moto Guzzi, Gaultier, Kant e introduce il termine "farmacopea" in un'hit da classifica...), alle melodie zuccherine e all'esile, inconfondibile timbro di Green c'è davvero molto di più.
Dotato di un talento non comune nella stesura dei testi, senza avere troppa paura di apparire pretenzioso con forbiti richiami filosofici e sociologici, Gartside è in prima fila accanto a Martin Fry degli Abc (se lui cita la regina del soul Aretha Franklin in "Wood Beez", il collega risponde e cala l'asso celebrando le virtù di Smokey Robinson) anche se non sempre è facile comprendere al volo ciò che intende esprimere e in certi casi si sconfina nel nonsense ("dove le parole sono chiare come vodka/ la smemoratezza ci avvicinò", da "Absolute"). "The Word Girl" è un mini-trattato reggaeggiante sull'uso della parola "ragazza" nelle canzoni d'amore, che volentieri Sondre Lerche ha inserito nelle scalette dei suoi concerti, e "Hypnotize" con i suoi complicati intrecci di drum machine, campionamenti e slap bass è l'anello mancante tra "No Parlez" di Paul Young e "Hard Day" di George Michael. Le prime cinque canzoni della raccolta provengono da "Cupid & Psyche '85", realizzato in America insieme al produttore Arif Mardin (un nome associato generalmente ai Bee Gees, Chaka Khan, Norah Jones e Anita Baker).

Gartside non ama "Provision" (in un'intervista ha dichiarato di non aver mai ascoltato l'album dopo aver ultimato le registrazioni) e questo giustifica la presenza di due sole canzoni in scaletta. Di conseguenza non c'è traccia del terzo singolo "First Boy In This Town" né di quella "Best Thing Ever" finita anche nella colonna sonora di "Who's That Girl" di Madonna. Nel frattempo anche altri artisti iniziavano ad attingere a piene mani dal suono degli Scritti Politti: ci riuscirono i Prefab Sprout con "Enchanted", che spicca nell'album "From Langley Park To Memphis", e gli Aztec Camera con "Love". Anche il duo Climie Fisher e (molti anni dopo) i Let Loose presero appunti con un buon profitto.
Ottima idea quella di dare molto più spazio al successivo, sottovalutato "Anomie And Bonhomie" che uscì dopo undici anni di silenzio interrotti da qualche singolo sporadico (come la prescindibile cover di "She's A Woman" dei Beatles, registrata con Shabba Ranks). Il disco è un tuffo nella cultura hip-hop e dimostra quanto il suo autore sia capace di riproporsi stando al passo con i tempi. C'è il radio edit di "Tinseltown To The Boogiedown" con Mos Def e ci sono "Umm" (un episodio alla Electronic che uscì come singolo promozionale in Giappone), "Die Alone" e la malinconica "Brushed With Oil, Dusted With Powder". Spiazza non poco invece l'assenza totale di canzoni dall'ultima fatica "White Bread Black Beer" - sarà mica perché si tratta di un disco fatto in casa, interamente suonato da Gartside e dunque meno levigato rispetto agli Lp del passato?
I fan prendano nota: quattro canzoni su cinque da "Cupid & Psyche '85" sono presenti nelle versioni dei 45 giri ("Absolute" è inspiegabilmente qui nella più comune "album version"). Corretta anche la versione di "Boom! There She Was", qui indicata come "US Mix". "Skank Bloc Bologna" era già stata inclusa in "Early" (i nastri master delle prime incisioni sono andati persi, pertanto la sorgente è un disco in vinile). Se fossero state inserite le single version della già menzionata "The Sweetest Girl" (brano che vede Robert Wyatt come ospite d'onore, ripreso poi dai Madness), di "Asylums In Jerusalem" (accattivante ibrido tra Stevie Wonder e il primo Elvis Costello) e dell'ode al filosofo franco-algerino Derrida - in cui Green sembra un Paul Simon post-punkalle prese con il decostruttivismo - si sarebbe potuto fare spazio a "The Boom Boom Bap".

Le due canzoni nuove in fondo alla scaletta sono una bella eccezione in un mare di greatest hits nei quali gli inediti sono scarti evidenti di mediocre fattura. Gartside è di nuovo all'opera con David Gamson, il tastierista con cui ha collaborato fino al 1999 - i due cinquantenni riescono a scrivere una "A Day Late And A Dollar Short" forte di una melodia non scontata e beat elettronici degni di una mega-hit di Rihanna. "A Place We Both Belong" è un moderno soulrallentato adatto per i momenti d'intimità. L'appetito vien mangiando, e ci si augura che all'antipasto faccia seguito un intero nuovo lavoro.

(18/02/2011)

  • Tracklist
  1. Wood Beez (Pray Like Aretha Franklin)
  2. Absolute
  3. The Word Girl (Flesh And Blood)
  4. Perfect Way
  5. Hypnotize
  6. Oh Patti (Don't Feel Sorry For Loverboy)
  7. Boom! There She Was
  8. Umm
  9. Tinseltown To The Boogiedown
  10. Die Alone
  11. Brushed With Oil, Dusted With Powder
  12. Skank Bloc Bologna
  13. The "Sweetest Girl"
  14. Asylums In Jerusalem
  15. Jacques Derrida
  16. She's A Woman (with Shabba Ranks)
  17. A Day Late And A Dollar Short
  18. A Place We Both Belong
Scritti Politti on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.