STOOP - Freeze Frames

2011 (Bunker studio rubiera)
alt-rock

Gruppo emiliano (capeggiato da Diego Bertani) gli Stoop hanno già all’attivo un long-playing, “Stoopid Monkeys In The House”, con cui risistemano l’esistenzialismo di Rem e Bob Mould, accompagnandolo con richiami quasi orchestrali, brio scenografico e cadenze lounge. Il secondo, “Freeze Frames”, cerca di ufficializzare la cosa senza innovazioni.

Lo specifico della band sono i cori gravi all’unisono, quasi litanie da camera, o – nell’intonazione – da colonna sonora quasi-gotica. Accorati nella ballata corale di “Remote”, gli Stoop trovano soprattutto un acuto nell’incipit di “Freeze Frame”, a citare l’“Harvest” di Neil Young. Il resto è piuttosto stereotipato (il noise-rock di “Migrations”, il pop alieno di “Machine”), ma trovano qua e là parti strumentali efficaci, come per la tromba sinfonica dissonante di “Our Modern Assaults”.

Tiepido raffronto di canzoni sofisticate, che però ribollono in produzione e qualità del suono con un diavolo per capello (con buona pace del titolo), ben poco “italiote”. Un videoclip per ogni traccia, visionabili dal sito ufficiale.

 

20/06/2011

Tracklist

  1. 1. Intro
  2. 2. Our Modern Assaults
  3. 3. Migrations
  4. 4. Machine
  5. 5. Trainwrecks
  6. 6. Fever Is A Ghost
  7. 7. Remote
  8. 8. 000 Bugs
  9. 9. Freeze Frame
  10. 10. In The Cave
  11. 11. We Carry The Fire

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