TEENAGE COOL KIDS - Denton After Sunset

2011 (Self released)
alt-rock, pop punk

Ed eccoci qua a presagire, ad augurarci incrociando le dita – chi vuole – il solo revival che manca a questi anni sfuggenti (come sempre il presente, però: diciamolo), nei quali, per intercettare certi movimenti prima che nascano, bisogna tenere sotto controllo le cantine, i garage, o, per metterla in termini contemporanei, le pagine Bandcamp dei gruppi che, pur rimanendo fedeli alla propria indipendenza, fanno parlare di sé.

È senza dubbio il caso dei Teenage Cool Kids, che curano tutto della propria musica e della propria immagine, come le grandi band di adesso e di prima, e il decennio di cui si sta parlando, l'avrete intuito, è quello dei 90, o lo intuirete dalle slabbrature, dall'ozio trasandato che trasuda da questo "Denton After Sunset".

"Se non siete mai stati a Denton, Texas, avete probabilmente sentito da qualche che parte che è una cittadina universitaria. E avreste sentito bene. Tecnicamente parlando. A prima vista, se vi ci doveste trovare, seccandovi sotto quel sole sporco come un levigato adobe, affogando nel pigro mugugno dei suoi abitanti sul lastrico, sareste fortunati se vedeste qualcosa degno di un'orecchia sulla guida."

(Bandcamp, presentazione di "Denton After Sunset").

Diavoli di americani. Un solo ascolto di una "Zealous Convert" (o dell'iniziale title track), in cui Sonic Youth e Feelies finiscono travasati nei Guided By Voices, e ti vorresti ritrovare là, ad annusare il sudore dei ragazzi nel locale universitario, o solo per il piacere di farti una passeggiata al tramonto tra vecchie baracche pronte a farsi portare via dal prossimo tornado, affiancate a smaglianti villette e rivenditori di auto usate.

"Denton After Sunset" è tutto qui, anche se l'ozioso rischia, in qualche caso, di sconfinare nel blando, se si ha la sensazione che una produzione più professionale renderebbe il tutto più lucido (perchè si tratta comunque un disco curato nei minimi particolari, dall'arrangiamento all'esecuzione, potenzialmente ed effettivamente dal grande "tiro"), tutto svanisce di fronte allo spirito sempre vivo e ispirato del gruppo.

Tra lo sgangherato pop alla Pavement di "Beyond The Grasp Of Guilt" e l'affilato punk-pop di "Volvo To A Kiss" – immaginatevi gli Interpol scoprirsi improvvisamente emo – ci si ritrova a sonnecchiare all'ombra della sottilmente psichedelica "Landlocked State", vicina agli Oh No Oh My, o dello sbadiglio di malinconica solitudine di "No Fragments Reach".

Che piacere, però, riascoltare lo sfregare di chitarre di "Kachina Doll"…

Volvo To A Kiss

Landlocked State

01/01/2012

Tracklist

  1. 1. Denton After Sunset
  2. 2. Kachina Doll
  3. 3. Landlocked State
  4. 4. No Fragments Reach
  5. 5. Zealous Convert
  6. 6. Thousand
  7. 7. Volvo To A Kiss
  8. 8. Beg to Differ
  9. 9. Beyond The Grasp Of Guilt

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