THE BOOK OF KNOTS - Garden Of Fainting Stars

2011 (Ipecac)
art-rock, darkwave, post-metal

Arriva al terzo passo di seguito la creatura di Matthias Bossi (Sleepytime Gorilla Museum), Joel Hamilton (Battle For Mice), Carla Kihlstedt (Tin Hat Trio) e Tony Maimone (Pere Ubu).

In uscita per l'ebefrenica Ipecac, quest'opera si identifica come una prosecutio coerente con le deformità mostrate nei precedenti due capitoli, volti a formare la trilogia "By Sea, By Land, By Air".

Troviamo così un ammassarsi cacofonico e storpio di sonorità arrugginite e divelte, che si accumulano per poi dilatarsi in uno spazio inquieto. Una psichedelia oscura impregna la pesantezza di un'opera che alterna composizioni più o meno ispirate.

Nonostante l'indubbia capacità compositiva del gruppo, manca un particolare sviluppo stilistico e/o emotivo. Le tracce ritraggono fedelmente il sentiero post-metal e art-rock che i diversi membri della band hanno già seguito a suo tempo.

Lasciando da parte le suggestive partiture fantascientifiche di "Obituary For The Future" e "Nebula Rasa" – una sorta di cut up dadaista tra z-movie, folk-noir e un carillon – e l'iniziale pop-core di "Microgravity", particolare attenzione va a quelli che sono i pezzi più interessanti del disco: "Drosophila Melanogaster" e "Planemo". Il primo ospita la voce lenta e cadenzata, quasi uno spoken word radiofonico, di Blixa Bargeld; una composizione epilettica che mostra una discreta fusione tra gli Einzurstende Neubauten e un approccio post-rock. La seconda vede la presenza di Mike Patton, che alza l'epicità del disco nella sua barcollante ritmica da bateau ivre: un viaggio malato dalle tonalità aperte, volte alle stelle di un cielo basso e ignoto, tra violini alla "Mondo Cane" e metalli pesanti.

Peccato che la capacità di evidenziarsi di queste due canzoni finisca per impantanarsi nella monotonia del disco, ricco di spunti tecnici, ma troppo derivativi e appesantiti da un citazionismo auto-indulgente.

In conclusione, un'opera "professionalmente decadente". Un piacevole esercizio di stile. Non una conclusione concettualmente vibrante.

10/11/2011

Tracklist

  1. 1. Microgravity
  2. 2. Drosophila Melanogaster
  3. 3. Moondust Must
  4. 4. Lissajous Orbit
  5. 5. Garden Of Fainting Stars
  6. 6. All This Nothing
  7. 7. Yeager's Approach
  8. 8. Planemo
  9. 9. Nebula Rasa
  10. 10. Obituary For The Future

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