Tinariwen

Tassili

2011 (V2) | desert-blues

Ibrahim Ag Alhabib ci racconta che non ascolta musica moderna ed è solo frutto di empatia umana la collaborazione con i Tv On The Radio e della Dirty Dozen Brass Band; per entrare nel mondo sonoro dei Tinariwen hai solo bisogno di vivere nel deserto e di condividere le usanze e lo spirito d’umiltà che è fondamentale per il popolo Tuareg.

Dopo aver portato la loro musica tra le pareti di uno studio discografico i Tinariwen realizzano con “Tassili” il loro album più autentico e rurale, l’Algeria si trasforma in luogo di meditazione e elaborazione sonora per delle sonorità  più personali e testi più intimi.
“Tassili” è un luogo affascinante, un paesaggio quasi lunare che i guerriglieri Tamashek utilizzavano per rifugio durante la rivolta contro il regime del Mali, rocce e caverne possiedono il giusto corpo acustico per accogliere le preziose creazioni di Ibrahim e compagni.

Dopo aver esplorato il fascino della chitarra rock e le pulsanti vibrazioni del dub, Ibrahim Ag Alhabib adagia le sue composizioni su un terreno più familiare e tradizionale che genera un nuovo modo di essere blues.
L’incrocio di voci che introduce e caratterizza “Imidiwan Ma Tennam” è ormai un archetipo dei Tinariwen, le piccole coloriture elettroniche (Nels Cline dei Wilco) sono una cornice preziosa che non altera il paesaggio sonoro, l’album scivola così con naturalezza e malinconia, dopo aver portato la musica dei Tinariwen nella cultura occidentale, ora è il gruppo a condurre il popolo occidentale tra le lande desertiche e solitarie del suo mondo.

Gli appassionati di contaminazioni etniche troveranno “Tassili” meno stimolante dei precedenti capitoli del gruppo, i sentimenti, la pace e il tè hanno sostituito la rabbia e i fucili che sembravano tuonare nei precedenti album. 
”Tamiditin Tan Ufrawan” è l’episodio più vicino al precedente capitolo e ripropone con elegiaca magia l’incantevole incrocio tra strumenti tradizionali e chitarra elettrica che ha caratterizzato il percorso del gruppo, all’inverso “Tenidagh Hegh Djeredjere” rappresenta lo zen della nuova veste sonora dei Tinariwen, un blues sporco e spartano che non cede a compromessi armonici e trasuda poesia in ogni nota.
Se l’animo occidentale si copre di polvere per mascherare il suo essere, per i Tuareg è invece la polvere il fulcro emotivo del loro esistere, arida a volte, empia di malinconia e solitudine, ma fonte di aggregazione umana e anche artistica.
Non si riesca a immaginare colonna sonora migliore di “Iswegh Attay” per entrare tra le pieghe di questo desert-blues: l’incidere avvolgente e profondo del brano sconfigge le poche perplessità e apre le porte a questa magnifica rappresentazione del dolore e della solitudine.

È la tristezza in comune con ogni popolo a rendere brillante questa musica, non è infatti un caso che sia la Dirty Dozen Brass Band protagonista di una delle pagine più malinconiche dell’album, il blues di New Orleans incontra la musica dei Tinariwen nella stravolgente e carnale “Ya Messinagh”, un’altra pagina trionfale di un disco straordinario,
Musicalmente “Tassili” è un piacere sublime, un album che allinea loop moderni e strali di funk con l’intensa poetica dei Tuareg e contamina di gioia Tunde Adebimpe (Tv On The Radio) che la intona in falsetto nella eccellente “Tenere Taqqim Tossam”.
Ma è anche l’album dei canti d’amore di Ibrahim Ag Alhabib, adornati da splendide armonie vocali e ritmiche “Aden Osamnat” e da meditative suggestioni acustiche in “Asuf D Alwa”.

Sono canzoni nate per essere cantate vicino al fuoco nel deserto per invocare pace e armonia. I Tinariwen non cercano attenzione ma rispetto, "Tassili" è il loro album meno vario, ma è il più vitale e autentico, il loro capolavoro. 

(01/09/2011)



  • Tracklist
  1. Imidiwan Ma Tennam
  2. Asuf D Alwa
  3. Tenere Taqqim Tossam
  4. Ya Messinagh
  5. Walla Illa
  6. Tameyawt
  7. Imidiwan Win Sahara
  8. Tamiditin Tan Ufrawan
  9. Aden Osamnat
  10. Tenidagh Hegh Djeredjere
  11. Iswegh Attay
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