Youth Lagoon

The Year Of Hibernation

2011 (Fat Possum) | bedroom pop

Era davvero facile prevedere che, prima o poi, "Hospice" avrebbe fatto scuola e prodotto qualche emulo solitario, ansioso di raccontare una storia di isolamento e di introspezione, con la voce lontana ed eterea di un'esperienza che sembra vera solo per metà. L'"ansia" che corrode Trevor Powers dall'interno è infatti almeno per metà immaginaria, generata da mostri e fantasmi che abitano solo in qualche remoto quartiere sinaptico.
Ciò che distrugge è anche ciò che crea, e questo "anno di ibernazione" è servito al polistrumentista di Boise, Idaho, per comporre e registrare, con l'aiuto di qualche amico fidato, il suo esordio, che già è stato arraffato dalla Fat Possum. Come tutti i prodigi da cameretta che si rispettino, infatti, già da tempo Trevor Powers era un nome sponsorizzato dai più importanti canali americani.

Rispetto agli ultimi smanettatori del "bedroom pop" (Julian Lynch e Perfume Genius, tra gli altri), Youth Lagoon è quello che si avvicina maggiormente al sound e all'estetica degli Antlers di Peter Silberman. Tutto suggerisce una sofferenza claustrofobica ma confortevole, una solitudine che però è anche la migliore compagnia: l'esile voce di Powers, l'elettronica rarefatta, appena accennata - a parte alcuni casi, come "Daydream" - i vaghi riferimenti al post-rock nella progressione delle canzoni ("Afternoon", "Montana"), attraverso i quali si vorrebbe simulare scenograficamente il superamento delle proprie paure e afflizioni, un po' come in "The First Days Of Spring".
Manca però a "The Year Of Hibernation" una scrittura apprezzabile, la maggioranza dei pezzi suona elementare, su tutti il giro da schoolground di "Cannons". Un autismo controllato, una sofferenza parecchio edulcorata e mai realmente tangibile, il tutto espresso attraverso soluzioni ripetitive (beat-box, un hook più o meno orecchiabile).

Insomma si gioca a sfruttare l'onda delle emozioni facili, cercando di risvegliare almeno un'eco di "Hospice". Purtroppo c'è poco più di questo nella stragrande maggioranza di questo pop da cameretta, che rischia ormai di diventare un calderone diluito, insipido. Ma la completa identificazione tra se stessi e la propria arte, a volte, non basta.






Cannons

(05/10/2011)



  • Tracklist
1. Posters
2. Cannons
3. Afternoon
4. 17
5. July
6. Daydream
7. Montana
8. The Hunt
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