Astolfo sulla luna

Cancroregina

2012 (MiaCameretta Records) | hardcore, post-rock, slow-core

Mi chiedo: perché tutti?
E perché tutti adesso?
Questa moda del declamato, così rincorsa da tantissime band emergenti, che alla fine dei conti le porta ad assomigliarsi disgraziatamente una all’altra, è una sventura da estirpare.
Tutti aspirano a diventare il nuovo Emidio Clementi, e dopo l’esplosione de Il Teatro degli Orrori pare sia diventato un must rinunciare al cantato, e c’è anche chi (vedi il Management del Dolore Post-Operatorio) riesce (non senza meriti) a guadagnarsi articoli importanti e grande visibilità seguendo tale visione.

In questo andirivieni di band–fotocopia, qualcuno che emerge dal coro, per via di una proposta comunque un tantino più personale, c’è sempre: diventa solo più difficile individuarlo.
Prendete gli Astolfo sulla Luna, va bene, niente di nuovo sotto il sole, suoni già sentiti e digeriti, però li percepisco diversi dagli altri.
Sarà per via della voce femminile, sarà che mi paiono più veri, e non semplicemente dei finto-alternativi con i jeans firmati da 200 €uro in piena crisi economica galoppante.

Pensate ai Massimo Volume, mischiateli con gli Uzeda di Giovanna Cacciola, ed ecco che potrete avere un’idea molto precisa riguardo i contenuti di “Cancroregina”, un Ep di quattro tracce che non passa certo inosservato, con alle spalle una piccola label che in poco tempo è diventata una garanzia di qualità: MiaCameretta Records.
Un lavoro che arriva ad un anno dall’Ep d’esordio “Moti Browniani”, e che ci pone al cospetto di un trio assolutamente da approfondire.

Ci si muove fra hard-core newyorkese, post-rock e slow-core, tutto fatto molto bene, tutto molto grintoso, con testi vomitati in un italiano sintetico ma efficacissimo.
“8 settembre u.s.”, “Come sta Annie?” e “Traum”, secche e concise, mettono i brividi per il livello di profondità/abrasività della proposta, e un po’ ci riportano ad altri anni, ad altri mondi, quando la musica era più vissuta come un mezzo d’assalto, per urlare il proprio malessere al resto dell'universo.

Chiude la selezione “Minosse inquisitore scuote l’urna dei fati”, che con i suoi oltre otto minuti costituisce una sorta di ambiziosa rappresentazione della “Divina Commedia” attraverso tre composizioni fra loro collegate, una sorta di “Trilogy” (Sonic Youth) con dentro estratti da scritti di Dante, Pessoa e Beckett.
Alta letteratura immersa in overdrive, big muff e delay, e riconvertita al pogo di massa.
Puristi e conservatori storceranno il naso, noi promuoviamo alla grande, in attesa di ascoltare il primo album della band, per comprendere meglio tutto quanto ha da raccontarci il Dottor Astolfo.

(30/09/2012)

  • Tracklist
  1. 8 settembre u.s.
  2. Come sta Annie?
  3. Traum
  4. Minosse inquisitore scuote l'urna dei fati

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