Celer

Without Retrospect, The Morning

2012 (Glacial Movements) | ambient-drone

Gli ultimi anni sono stati decisamente pieni di impegni per Will Thomas Long, uno dei più importanti esponenti del ramo più vicino ai canoni “classici” della moderna ambient-drone. Dopo la serie di 7'' al fianco di Machinefabriek e il progetto Oh, Yoko – che lo vede collaborare con la “nuova” moglie Rie Mitsutake alias Miko – il musicista torna a rispolverare il marchio Celer, con il quale ha scritto pagine indelebili dell'ambient music contemporanea al fianco della compianta Danielle Baquet, e si affida nuovamente come già avvenuto in passato alle cure di Alessandro Tedeschi e della sua Glacial Movements.

Il brand italiano, ormai da anni protagonista indiscusso con il suo catalogo all'insegna dell'isolazionismo, torna dunque a mettere la firma su una produzione sopraffina: per quanto possa essere difficile selezionare nella discografia di un artista che da ormai una decade viaggia alla media di 5-6 dischi all'anno, “Without Retrospect, The Morning” è forse il miglior risultato del Celer solista assieme al precedente “Tightrope”. Un lavoro che riesce a fondere alla perfezione l'estetica isolazionista targata Gm (Netherworld e Stormloop su tutti) al calore proprio delle quiete trame di Long, puntando su una commistione di basse frequenze e texture quasi accennate.

Se il candore dell'iniziale “Holding Of Electronic Lifts” avvolge nei suoi accennati raggi di luce, il resto dell'album tende a giocare maggiormente con le ombre: “A Small Rush Into Exile” segna così l'immersione in un vuoto cosmico che i dieci minuti di “Dry And Disconsolate” esternano con parsimonia. Un clima plumbeo e notturno che raggiunge il suo picco nella fugace ma intensa “Variorum Of Hierophany”, per poi distendersi denso e quasi inudibile in “A Landscape Once Uniformly White”. L'alba di un nuovo giorno porta con sé in “Distance And Mortality” anche un improvviso innalzamento delle frequenze sonore, in un affresco desertico che sfuma progressivamente nel tramonto finale di “With Some Effort, The Sunset”.

Will Long nasce e cresce musicalmente in California, e “Without Retrospect, The Morning” ne è forse la testimonianza più chiara. Un disco vicino come mai prima alle lezioni impartite dai vari Steve Roach, Michael Stearns, Kevin Braheny e Tim Clark, dove l'ambientazione non è più l'arido deserto, bensì una gelida e sconfinata landa artica. L'ennesima prova del talento di un musicista che si conferma capace di descrivere con incredibile realismo le percezioni e le emozioni date da sguardi e immagini, riproducendo le stesse con perfezione cristallina.

(04/04/2013)

  • Tracklist
  1. Holdings Of Electronic Lights
  2. A Small Rush Into Exile
  3. Dry And Disconsolable
  4. Variorum Of Hierophany
  5. A Landscape Once Uniformly White
  6. Distance And Mortality
  7. With Some Effort, The Sunset
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