Chris Cohen

Overgrown Path

2012 (Captured Tracks) | vintage psychedelic folk-pop

In un mondo di musica digitale, non è facile aver presente nomi che dovrebbero essere familiari. Oramai, essendo poco abituati alla lettura dei credits si rischia di dimenticare che Chris Cohen ha almeno dieci anni di produzione discografica alle spalle. Le sue doti di multi-strumentista sono ben documentate negli album dei Deerhoof, Cass McCombs, Ariel Pink Haunted Graffiti, Cryptacize e nella sua band-moniker Curtains.
Giunto alla corte della Captured Tracks, il musicista americano affronta con coraggio un mondo stracolmo di pubblicazioni di pop psichedelico dal gusto folk e vintage, un'orda di songwriter pronti a emulare idoli di un tempo mai vissuto, spesso restando appesi a un filo di lana sfilacciato e consunto.

Dissipiamo  subito ogni dubbio: "Overgrown Path" non è una raccolta di canzoni in stile, ma un album ricco di momenti carezzevoli, un insieme di deliziose citazioni sixties che scorrono in sottofondo senza turbare, ma capaci di spiccare il volo ogni qualvolta si volge loro l'attenzione. Pur annunciandosi come album solare e leggiadro, deve la sua riuscita all'indole dinamica di Chris Cohen e al suo esser sostanzialmente un batterista.
Sono infatti gli intrecci raffinati di basso e batteria la peculiarità più evidente dell'album: raffinati e mai invasivi, permeano ogni traccia di sinuose oscillazioni armoniche, che celebrano una psichedelia primigenia.

In verità le prime note di "Monad" incuriosiscono per un'attitudine quasi jazz alla Robert Wyatt, con melodie poco convenzionali, che ora si espandono fino a raggiungere  fisionomie aliene alla musica pop ("Cashier No 99"), ora mutano dal folk alla Syd Barrett al rock psichedelico degli Electric Prunes ("Don’t Look Today").
Spesso un ascolto ripetuto svela ingenuità e difetti, ma questo non avviene con "Overgrown Path": la chitarra in "Monad" assume maggior spessore, la malinconia di "Solitude" si colora di blues e noise, il finto-pop alla Beach Boys di "Inside A Seashell" sfiora i Pink Floyd degli esordi e la stupidità di "Rollercoaster Rider" si trasforma in abile provocazione grazie a una struttura ritmica che contrasta la prevedibilità del pop-beat.

Come un novello Emitt Rhodes, il musicista si crogiola nel romanticismo senza diventar zuccherino ("Heart Beat") e in trascinanti riff retrò dal fascino irresistibile ("Optimist High"), prima di affondare il coltello nel cuore della canzone pura con "Open Theme", dove ogni frammento poetico da giocoso si trasforma in qualcosa di profondo e semplice.
Il primo album di Chris Cohen è in verità il frutto di anni di ricerca ed equilibrio, una costante ascesa creativa che resta percepibile in ogni fraseggio di un album destinato a stuzzicare anche palati più esigenti.

(25/09/2012)



  • Tracklist
  1. Monad
  2. Solitude
  3. Caller No. 99
  4. Rollercoaster Rider
  5. Heart Beat
  6. Optimist High
  7. Inside A Seashell
  8. Don’t Look Today
  9. Open Theme


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