Darren Hayman And The Long Parliament

The Violence

2012 (Fortuna Pop!) | songwriter, folk

Non c’è dubbio alcuno che Darren Hayman sia un vero e proprio monumento vivente dell’indie-pop inglese: dopo lo scioglimento consensuale dei suoi Hefner, l’occhialuto musicista ha intrapreso una carriera solista (intervallata solo dall’occasionale parentesi The French) che lo ha portato ad abbracciare – giusto per citare in ordine rigorosamente sparso alcuni dei suoi lavori – sperimentazioni elettroniche e ritorni folk, concept sui luoghi delle proprie origini (“Essex Arms”) e sulle vacanze degli inglesi (“Great British Holidays Eps”), raccolte di canzoni auto-terapeutiche suonate su un vecchio pianoforte (“The Ship’s Piano”) e risuonate su una tastierina Casio (“The Shit Piano”, of course...), album strumentali sulle meraviglie della balneazione pubblica in Inghilterra (“Lido”, uscito l’estate scorsa, ma pochi se ne sono accorti...), progetti consistenti nella pubblicazione di un pezzo nuovo al giorno per un mese (“January Songs”), un’opera folk sul proletariato britannico (“Pram Town”), qualche album dall’aspetto più canonico e altre bizzarrie assortite, mescolando ed alternando uno spirito totalmente artigianale ad una ricerca produttiva più accurata. Insomma, un po’ c’è da perdersi, tanto che negli anni anche i fans più affezionati degli Hefner hanno in genere preso le distanze davanti all’iper-produzione del buon Darren, pur dovendo riconoscere che anche nei progetti più bislacchi era racchiusa una capacità di scrittura senz’altro superiore alla media.

“The Violence”, ultimo degli album di Hayman, prosegue sulla strada del concept che caratterizza tutta la produzione solista dell’ex Hefner, concentrandosi in modo originale e meritevole su una misconosciuta e tragica pagina della storia del XVII secolo: la persecuzione nei confronti delle “streghe” nell’Inghilterra rurale, in un torno d’anni in cui il paese era travagliato dalla Guerra Civile (per intenderci, quella in cui il Re venne messo a morte e sostituito dal “Lungo Parlamento” di Cromwell). L’iniziale, toccante, misuratissima canzone che dà il titolo all’intero lavoro, introduce perfettamente nell’atmosfera di quieto dramma intimo che pervade tutti i venti pezzi dell’album: la perizia di Hayman nella cura dei testi è al servizio di un folk di classica raffinatezza, dove l’essenzialità acustica è efficacemente contornata da eleganti quanto discreti arrangiamenti per archi, pianoforte, fiati, fisarmonica.

Nell’ampiezza dell’intero disco è inevitabile avvertire un po’ di ripetitività, tuttavia l’insolita Spoon River femminile tracciata dalla penna di Darren Hayman ospita una serie di episodi davvero belli ed emozionanti, di una profonda e al contempo leggiadra ed ironica immediatezza che può ricordare tanto il primo Badly Drawn Boy quanto il tocco inimitabile di un Nick Drake o di un Elvis Costello. Citiamo fra tutte l’inquietante serenità di “How Long Have You Been Frightened For?”, l’obliqua ballata delle impiccate “Elizabeth Clarke”, la spontanea semplicità di “I Will Hide Away”, la catartica grazia corale di "Desire Lines", la morbida dolcezza di “Henrietta Maria” (dove il Re Carlo dedica versi d’amore alla nobile moglie pregni di funeste profezie: “Paint my face white, paint my heart blue, paint the fields red, they’re bloody for you, Did anyone fall so slowly in love as you?”) e la luminosa sorprendente leggerezza alla Belle And Sebastian con cui viene raccontata la triste vicenda di “Rebecca West”, prima fra tante innocenti a subire un processo per stregoneria (“You sent the witches to the gallows,  your mother to the grave, you told a lie so you could be saved, but you can’t be saved”).

In verità l’opera di Hayman (giusto definirla così, vista la sua ambizione) meriterebbe un’analisi accurata non solo da un punto di vista musicale, ma prima di tutto storico e poetico, visto l’ammirevole impegno profuso dal musicista inglese in questa impresa. Di certo comunque “The Violence”  è il lavoro migliore e più ispirato di Hayman da molti anni, a testimonianza ulteriore del timido, rapsodico ma instancabile genio dell’ ex-leader degli Hefner.

(03/01/2013)

  • Tracklist
  1. The Violence
  2. Impossible Times
  3. How Long Have You Been Frightened For?
  4. We Are Not Evil
  5. The She-Cavaliers
  6. Elizabeth Clarke
  7. Vinegar Tom
  8. Parliament Joan
  9. The Word and the Word Alone
  10. I Will Hide Away
  11. When the King Enjoys His Own Again
  12. Henrietta Maria
  13. A Dogge Called Boye
  14. Outsiders
  15. Arthur Wilson’s Reverie
  16. Rebecca West
  17. Desire Lines
  18. Kill the King
  19. A Coffin for King Charles, a Crown for Cromwell and a Pit for the People
  20. The Laughing Tree
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