Desiderii Marginis

Procession

2012 (Cyclic Law) | dark-ambient

Il progetto Desiderii Marginis - capitanato da Johan Levin - rappresenta ormai da anni uno degli act più interessanti della scena dark-ambient nordica, quella stessa che comprende (fra gli altri) Raison d'Être, Mulm e Dahlia's Tear. Come già accaduto per i secondi, anche questo progetto è finito fra le braccia della Cyclic Law (ne è quarantottesimo "ciclo"), etichetta che dopo l'ultimo colpo firmato Arcana punta sempre più a porsi come il riferimento della scena dark europea, in grado di concorrere con l'ormai storica Cold Meat Industry.

La gelida rarefazione cui i precedenti capitoli della saga ci avevano abituato è confermata in questo "Procession", accompagnata però da una sorta di "umanizzazione" del suono: in sostanza, un percorso inverso rispetto a quello intrapreso da Raison d'Être, giunto invece di recente all'isolamento industriale del suo sound. Ci si presentano così affreschi ambientali eterei e sognanti, che s'incasellano e intrecciano con le classiche trame algide tipiche delle sonorità nordiche, a completare un album sostanzialmente privo di spunti "nuovi", anche se pervaso della solita, enorme carica emotiva.

Se dunque l'oscurità glaciale di "Come Ruin And Raptor", "Land Of Strangers" e della title track s'inserisce in piena continuità con i trascorsi di Levin, a sorprendere ci pensano i cuori pulsanti di "Her Name Is Poverty" e "Here Is To The Future", caratterizzati da droni fluidi e toccanti, con alle spalle le esperienze elettroniche di Pan American e Loscil. La deserta malinconia di "Silent Messenger" sembra riportare invece al Paul Sauvanet di "Nomads" o al Thom Brennan più sinistro, e l'altrettanto aulica "In Brightness" oscilla, con i suoi fondali naturali scivolanti sul ghiaccio, tra i paesaggi senza meta di Stars Of The Lid e le astrazioni ultraterrene dei primi Celer. A completare il puzzle è la gassosa parentesi di "Adrift", forte di una varietà di tessiture sotterranee incrociate e di un placido pianoforte in loop che prova a riscaldare leggermente l'atmosfera.

Nulla di nuovo all'orizzonte, nulla per cui sussultare né sorprendersi: "Procession" è l'esplorazione dei sentieri più "terrestri" del glaciale strato di humus della musica ambient, da sempre il terreno di ricerca preferito di gran parte degli esponenti scandinavi del genere. Siamo così, di nuovo, di fronte a un'opera che potrà condurci nell'ennesimo viaggio tra questi suggestivi scenari che difficilmente ci stancheremo di visitare, ma senza che il tracciato dell'itinerario si districhi in strade a qualcuno sconosciute.

(13/06/2012)

  • Tracklist
  1. Come Ruin And Rapture
  2. Land Of Strangers
  3. Her Name Is Poverty
  4. Silent Messenger
  5. In Brightness
  6. Here Is To The Future
  7. Adrift
  8. Procession
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