DFRNT

Fading

2012 (Echodub) | dub-house

E' passato poco più di un anno da quando il giovane Alex Cowles, in arte DFRNT, se n'era uscito con un Ep nel quale lasciava intendere di avere tra le mani la formula segreta per oltrepassare le frontiere del dubstep a pochi anni dalla sua esplosione. Ne sono passati invece tre da “Metafiction”, ovvero l'album che segnò il suo debutto sulle scene influenzato in maniera decisiva dal Burial di “Untrue”.
Per queste ragioni e per il talento riconosciutogli più o meno ovunque, questo secondo album del producer scozzese era da considerarsi fra le uscite più attese dell'anno in ambito elettronico. Rimasto “segreto” fino all'ultimo secondo prima della release (è addirittura postuma l'uscita dell'Ep “El Spirito”), “Fading” non è però l'auspicato – e, per certi versi, temuto – manifesto del post-dubstep, bensì un cambio di rotta ben marcato rispetto alle coordinate degli episodi precedenti.

Il primo dato utile a definire il lavoro è il ritorno di Cowles sotto Echodub, la label che aveva prodotto il suo primissimo extended play - “The Forward Thinking” - in tiratura limitata nel 2008, passato totalmente in sordina e dimenticato da molti degli estimatori della sua produzione successiva.
Ripartendo da quei canoni, il suono e i ritmi si dilatano in microstrutture ambientali, salutando il groove per abbracciare la rarefazione tipica di una house languida e minimale, mantenendo un'impostazione “dub” esclusivamente nella carica ipnotica che pervade i soundscape dal primo all'ultimo minuto. In una parola sola: dub-house, nella miglior accezione possibile del termine.

Ad aprire “Fading” sono dunque gli otto minuti di droni e beat placidi nel caldo tessuto ambientale di “Silent Witness”, vera e propria culla per i sensi non distante dal versante più trip del genere (Loscil). Ma è solo un'illusione – che si ripresenterà solo nel finale armonico di “Suspended In The Deep” - pronta ad essere spenta dal minimalismo esotico di “El Spirito”, vetta dell'intero lavoro, forte di una contaminazione che parla il linguaggio della world music e traghetta contemporaneamente sul retro del party più elegante.
E proprio l'incrocio tra idiomi diversi è la chiave di un album che presenta una varietà enorme di sfumature, dal soul-step di “That's Interesting” all'old-style (direttamente da Chicago) di “Deep Into It”, senza dimenticare memorie intelligent (“Cruise”), viaggi acidi (“Incubus”), salti a pie' pari in territorio chill-out (“Prism”) e sbiaditi ricordi 2-step (“In You Go”).
Il filo conduttore è l'atmosfera di perenne, nebbiosa rarefazione su base house, che l'esploratore Cowles descrive con passione quando non intento ad abbandonarla in favore di produttive escursioni nelle terre più vicine.

“Fading” è tutto fuorché l'album che ci si aspettava da DFRNT nel 2012, considerate anche le numerose premesse che da tempo lo suggerivano come il probabile capostipite di un'intera, ennesima, nuova generazione elettronica. Si tratta invece di una bella raccolta di acquarelli house scoloriti e fradici, ma proprio per questo capaci di sfumature originali e di rado scontate, che rivelano peraltro il lato meno noto della personalità artistica del produttore. Dal quale, ora, è più che lecito attendersi grandi cose in tempi relativamente brevi. Consacrazione.

(30/09/2012)

  • Tracklist
  1. Silent Witness
  2. El Spirito
  3. Everyone Is Moving
  4. That's Interesting
  5. Deep Into It
  6. Prism
  7. Cruise
  8. Incubus
  9. In You Go
  10. Our Little Secret
  11. Suspended In The Deep
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