Alio Die & Antonio Testa

RÍverie

2012 (Hic Sunt Leones) | ambient, musica naturale

Fra i tanti meriti del magnate italiano dell'ambient Stefano Musso c'è quello di aver aperto, negli anni, le proprie porte a un grande numero di musicisti di altissimo livello, ma senza dubbio meno noti e più settoriali rispetto a lui. Si prendano, come esempi più recenti, quelli di Zeit e Aglaia, autori al fianco del prolifico boss della Hic Sunt Leones di due autentiche meraviglie come “Raag Drone Theory” e “Vayu Rouah”, rispettivamente figli del lato più elettronico e di quello più mistico dell'arte di Alio Die.

La più longeva fra le collaborazioni avviate da questi è però quella con Antonio Testa, compositore e musicoterapista vicino ai suoni tribali e alla musica naturale: dopo l'avvio incerto di “Healing Herb's Spirit”, l'avventura congiunta dei due è decollata sulle trame dell'imprescindibile “Prayer For The Forest”, uno dei prodotti più freschi e originali dell'ambient acustico degli ultimi anni. In un 2012 che ha visto uscire già due album a nome Alio Die – il capolavoro “Deconsecrated And Pure” su Projekt e il buon “Other Songs” al fianco di Lingua Fungi – si rinnova dunque un sodalizio fermo ormai da dieci anni, con un disco in grado (va ammesso, a sorpresa) di bissare le ambientazioni e la potenza suggestiva propria del suo predecessore.

Se in quest'ultimo protagonista indiscussa era la foresta, oscura e tenebrosa quanto custode di segreti e misteri, “Rêverie” rappresenta l'espressione della natura incontaminata, trasmessa in maniera evidente già dal bellissimo (come sempre) artwork che accompagna il lavoro. Una natura placida e serena, dipinta mediante un uso limitatissimo dell'elettronica e il ricorso costante a strumenti tradizionali e campionamenti. “Dreamed-Up” s'inabissa in un sogno onirico guidata dagli arpeggi fluidi dello zither di Testa, in un sottobosco di droni e batitti silenziosi che si amplifica poi in “Pie The Sky”, abbandonata ai riverberi di Alio Die e ad un tempo dilatato, scandito in maniera sublime dalle pietre sonore. La formula si ripete con cadenza più oscura in “In The Land Of Nod”, sfiorando da vicino Al Gromer Khan, e nel finale di “Honey Mushroom IV”, non distante dagli ultimi Mountains, mentre “Entr'acte” immerge la memoria di Steve Tibbetts in un humus oscuro. La coppia “Lullaby”-”One Nairb” - la prima da considerarsi introduzione ai venti minuti della seconda - rappresenta invece il vertice creativo dell'intero lavoro, con la scomparsa del ritmo e un'ambientazione contemporaneamente terrena e paradisiaca, in uno scambio emotivo fra natura e animo umano.

Il segreto del successo di “Rêverie” è tanto semplice quanto di difficile realizzazione: anziché ripresentare le medesime ambientazioni che avevano fatto la fortuna del loro precedente lavoro, Alio Die e Antonio Testa hanno cambiato scenografia alle loro illustrazioni sonore, mantenendo la natura come soggetto, ma inquadrandola da una prospettiva più personale. Se la forza di “Prayer For The Forest” stava nella precisa disamina e rappresentazione del suo soggetto, questo nuovo gioiello cerca con successo di dialogarvici, stabilendo un contatto umano che permetta la complessa ma suggestiva interazione. Il risultato è un disco intimo, gracile, che riesce a comunicare in maniera energica e possente nonostante il basso tono della sua voce. Il trionfo della quiete sul caos programmato della vita quotidiana.
Nobiltà in musica.

(31/12/2012)

  • Tracklist
  1. Dreamed-Up
  2. Pie In The Sky
  3. Entr'acte
  4. Lullaby
  5. One Nairb
  6. In The Land Of Nod
  7. Honey Mushroom IV
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