Emptyset

Collapsed

2012 (Raster-noton) | abstract-techno

Ci sono state label, nella storia della musica, in grado di divenire importanti quanto e più dei musicisti che popolavano le loro scuderie. Questo fenomeno ha saputo diffondersi senza distinzione alcuna di sonorità o genere: si pensi, in ambito dark, alla 4AD (che arrivò addirittura ad avere un suo supergruppo, i This Mortal Coil), in campo metal alla Roadrunner, nel recente folk alla mini50 e nel mondo dell'elettronica alla Raster-noton. Casi dissimili in tutto o quasi, ma accomunati da una caratteristica: la peculiarità del loro sound.

Veniamo dunque a parlare dell'ultima fra le citate, quella che iniziò la sua vita come casa madre di alcuni nomi imprescindibili dell'elettronica contemporanea: il boss Alva Noto, Ryoji Ikeda, William Basinski, Mark Fell e, più di recente, pure Vladislav Delay. Assieme ad essi, la vasta scuderia può vantare una serie di ottimi “imitatori”, che difficilmente sono riusciti però a muoversi dalle coordinate sonore dei “maestri”, offrendo quindi svariati composti formati alla base dai medesimi elementi: la minimal-techno e la prima glitch tedesca. Se questo, da un lato, ha permesso all'etichetta di forgiare un sound peculiare e immediatamente riconoscibile, dall'altro ha finito col limitare lo spazio ai singoli musicisti, ridotti a tessere - fra di loro spesso difficilmente distinguibili - di un enorme puzzle.

Non fanno eccezione a questa regola gli Emptyset, fresco ultimo acquisto per l'etichetta di Chemnitz e già forti di un certo credito grazie a tre ottimi album per la rediviva Subtext. La loro è, fin dagli esordi, una musica che “suona incredibilmente Raster-noton”: grancassa spalancata in tempi dispari, affilatissimi fendenti di rumore bianco e altrettanto lancinanti disfunzioni soniche.
“Collapsed” è dunque il frutto di un incontro tardivo tra la fonte di quei suoni e due giovani, rampanti e talentuosi interpreti degli stessi: non è quindi un caso che i quattro brani di questo extended play riescano, quasi insperatamente, a suonare ben più freschi e vitali di molti contemporanei (il divario con il simultaneo debutto del “raccomandato” Grischa Lichtenberger è notevole). I brani esprimono al meglio i punti cardinali su cui si muove il sound del duo: alterazioni di stampo idm (“Wire”), compiuti adattamenti al mentalismo 2-step (“Armature”), immersioni nella pece nera post-industrial (“Collapse”) e sfuriate tech-noise da far invidia a Russell Haswell (“Core”).

“Collapsed” è il gustoso anticipo di un Lp previsto in uscita a gennaio 2013, e ci presenta due talenti della scena abstract-techno pronti a dare il loro contributo all'(ormai sempre più necessaria) opera di rinvigorimento della microelettronica tedesca. Sulla quale Raster-noton pare essere destinata a mantenere un dominio incontrastato, quanto e più dei suoi singoli scudieri.
Pronti per il grande salto.

N.B. Il titolo completo dell'Ep è "116 - Ununhexium: Collapsed". Si tratta del sesto capitolo della serie "Unun" di raster-noton, comprendente 9 titoli numerati dal 111 al 119 e denominati con i nomi dei corrispettivi elementi chimici ipotetici della tavola periodica.

(21/11/2012)

  • Tracklist
  1. Armature
  2. Core
  3. Collapse
  4. Wire
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