eRikm & Natacha Muslera

Cartouche

2012 (Monotype) | experimental, noise

Particolarmente interessante, tra le altre del 2012, questa nuova pubblicazione dell'emerita Monotype, etichetta specializzata in tutti gli ambiti dell'improvvisazione e sperimentazione contemporanea.
La strana coppia di "Cartouche" è formata da Natacha Muslera, artista ampiamente navigata in ambito performativo, e dal virtuoso della sound art eRikm, anch'egli con una carriera di riconoscimenti e importanti collaborazioni alle spalle. Ciò che li accomuna, che anzi quasi li rende simbiotici nella realizzazione dell'album, è l'ispirazione che entrambi traggono dai suoni naturali, il cui incontro casuale genera fascinazione e stimola la loro reinterpretazione in una forma istintivamente astratta o, come suggerisce la Muslera, "erotizzata".

"Cartouche" è l'elogio della follia postmoderna, la resa sonora di una mente che ha perduto ogni contatto con la realtà creandosene una propria, indecifrabile a motivo della sua completa anomia. Un tour de force preannunciato dalla lunga sequenza "Cascadeuse": come una radiotrasmittente fuori frequenza posseduta da un demone, essa resuscita l'orda di cadaveri sonori disseminata dal terrorista noise Masonna.
Tra sproloqui, balbettii e gorgheggi diabolici, Natacha è lo stadio evolutivo seguente della serpenta Galás ("Faux Cul") e soprattutto di Maja S. K. Ratkje, decisamente più avvezza alla contaminazione digitale. L'intervento a posteriori di eRikm segue così da vicino la voce che in certi passaggi ("Vertugadin") sembra che gli input elettronici facciano da cassa di risonanza alle brutture prodotte dalla collega. Raramente queste ultime assumono una forma idiomatica: qualche reminiscenza germanica fa subito pensare alla recente poesia sonora di AGF, ma assai più spesso il discorrere è casuale e/o neologistico; le sillabe si ripetono, si ritraggono e distorcono in nuove forme ("Crinoline"), come un encefalogramma che non accenna a spegnersi. Le mutazioni rumoristiche ed elettroacustiche di eRikm finiscono per mandare in cortocircuito la traccia vocale, facendo affiorare tra le sue pieghe echi, pulsazioni - persino gli accordi di un pianoforte immaginario - di pari dinamismo e versatilità.

Superato il lacerante stridio di "Soulage", gli ultimi due episodi, se confrontati col resto, sembrano quasi una chiusura in sordina: ma forse ancor più agghiacciante è l'inquieto mugugnare di Natacha, pronta a passare dalla parte del regno animale ("Labile") tramutando la lingua in un generatore di onomatopee aliene. Come in un incubo lynchiano, dopo il delirio sopraggiunge una desolazione tutt'altro che rassicurante.
Per quaranta minuti la complicità dei due artisti non lascia scampo. E in definitiva ciò che sorprende davvero è la varietà indirettamente proporzionale di registri che dimostrano di saper gestire: l'una dalla natura multiforme dei propri vocalizzi e il loro assoluto controllo; l'altro dall'audace manipolazione degli stessi, riassemblati in un monstrum inconoscibile, compiaciuto nel suo affrancarsi da qualsiasi semantica (in primo luogo musicale). Una scelta di campo scientemente fuori dalla portata di un pubblico ampio, adatta a chi accetta di buon grado sfide sempre più estreme.

(11/08/2012)

  • Tracklist
  1. Cascadeuse
  2. Machette
  3. Vertugadin
  4. Crinoline
  5. Faux cul
  6. Soulage
  7. Labile
  8. Misandrine

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