Field Music

Plumb

2012 (Memphis Industries) | prog-pop

Quando l'enciclopedia sfocia nel riassunto, il classico bignami che arriva in soccorso per i più somari. Un tutto e subito che deve però essere articolato, esplicativo, penetrante nell'impossibilità di andare nel profondo. Racchiudere in poche righe l'essenza. E non deludere. Piuttosto spingere verso ulteriori indagini. E magari non annoiare. Insomma, un lavoraccio. La premiata ditta Brewis da Sunderland, rinomata per la sua abilità nel disseminare indizi tanto scoperti da apparire come carte topografiche, ha deciso di redigere un piccolo compendio di una delle sue molteplici attività: il prog. Sì, proprio lui, il pop-rock progressivo, nato dalle ceneri della psichedelica, sorto tra i rimasugli del British blues, asceso tra le pieghe di qualche manuale di Schonberg. Quella musica tanto ricca, non solo di effetti speciali, quanto seriosa, musona, altezzosa. L'anti-rock per antonomasia, come gridavano in piazza i fieri difensori dello "scarno è bello". Altri tempi.

Oggi non si rischia più la reprimenda dell'appassionato di turno mascherato da depositario dell'unica e sola verità. Ormai tutto fa brodo nel terzo millennio. E si rischia anche l'indigestione per un uso fin troppo spregiudicato di ingredienti spesso lontani, quando non incompatibili. Parte da qui la nuova sfida dei Field Music contro i girotondi troppo fastosi e le commistioni di genere vissute con esagerata faciloneria: proviamo a essere rigorosi, rileggiamo alcune pagine di storia, ma proviamo a farlo in maniera non didascalica, non tradendo il nostro stile (ce l'abbiamo? è fondamentale?), e cerchiamo pure di divertirci, trasmettendo il nostro entusiasmo. Un lavoraccio, appunto. E mentre volti sospettosi cominciano a fare capannello, magari sperando in un passo falso fantozziano, i fratelli Brewis ce la fanno. Non sono tipi da promesse non mantenute. E non è che abbiano poi così tanto da perdere.

"Plumb" ritaglia alcuni frammenti che avevano reso il precedente "Measure" a tratti opera suggestiva, li spoglia e li riveste in stile "zampa" con tanto di mantelli. E' il ponte definitivo verso l'omaggio, sincero, accorato, tenero. E' come aprire un album di fotografie e scoprire l'esistenza di nuovi scatti; un ironico paradosso spazio-temporale che suscita più di un sorriso. Anche quando prende in giro alcuni capisaldi del genere più in voga quattro decenni orsono, come la lunghezza delle singole composizioni: qui ci sono 15 cartoline, ingiallite ad arte, per poco meno di 40 minuti di durata complessiva, non vi è ombra di suite, eppure il progetto prevede delle fondamenta sicure, con i singoli spazi apparentemente collegati tra loro. Novelli Silvan, i Field Music agitano la bacchetta dell'illusionista medio e tirano fuori dal cilindro un coniglione ripieno di melodie talmente buone da leccare i baffi anche del vicino di tavola.
E così, se all'inizio si rischia di rimanere per forza di cose stupefatti dal grado di rispetto mostrato dai due nei confronti di maschere fin troppo prestigiose per doverle anche solo nominare, tra scampanellii, aperture orchestrali, esplosioni trattenute di chitarre e bassi in perfetto unisono, stacchi di hammond, falsetti gabrielliani (o del tizio che lo sostituì), armonizzazioni vocali yessiane, rumori rubati alla natura, cambi di ritmo e pause pianistiche, alla fine si rimane rapiti, quando non commossi, da uno sforzo che rende ancora una volta la musica pop un'esperienza irrinunciabile.

"Plumb"si rivela allora come una di quelle opere che riconciliano con la tanto ricercata armonia della vita, capace di riannodare i fili e condurci lungo i tragitti della perfetta intonazione. Sicché alla prossime elezioni sarà da considerarsi come mossa miope non fare la classica crocetta accanto al simbolo dei Brewis Brothers, gli ultimi maestri, in ordine di tempo, del pop contagioso.

(03/02/2012)



  • Tracklist
  1. Start The Day Right
  2. It's Okay To Change
  3. Sorry Again, Mate
  4. A New Town
  5. Choosing Sides
  6. A Prelude To Pilgrim Street
  7. Guillotine
  8. Who'll Pay The Bills?
  9. So Long Then
  10. Is This The Picture?
  11. From Hide And Seek To Heartache
  12. How Many More Times?
  13. Ce Soir
  14. Just Like Everyone Else
  15. (I Keep Thinking About) A New Thing
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