Hidden Orchestra

Archipelago

2012 (Tru Thoughts) | downtempo, modern classical

Superata egregiamente la prova d’esordio, in un ambito – il downtempo – in cui è difficile ormai scrollare seriamente l’interesse di pubblico e tabloid, gli Hidden Orchestra si sono aperti nell’ultimo biennio un ampio e luminoso sentiero avanzando prevalentemente a suon di tour e performance per radio e tv, portando il pregevole, per quanto ancora imperfetto “Night Walks” anche alla corte dei soliti circuiti più o meno alternativi.
L’immaginario che “Archipelago” trascina con sé è racchiuso non troppo sottilmente nel titolo: “Un viaggio su un gruppo di isolotti – forgiati nello stesso materiale ma ciascuno con il proprio carattere e il suo particolare assembramento di rocce, spiagge, flora e fauna – nel mezzo di cieli e oceani in eterno mutamento”, come ama precisare il leader del quartetto Joe Acheson, che mira evidentemente a realizzare un album da accordare innanzitutto all’aggettivo evocativo.
Fatto però ancora più sorprendente: il disco riesce a tener fede perfettamente agli intenti, stuzzicando piacione le corde più sensibili e sentimentali senza mai strafare né crogiolarsi in facili cliché.

Rispetto a “Night Walks”, “Archipelago” presenta un armamentario di strumenti ben più ricco, includendo una serie di nuovi eccellenti musicisti all’arpa, al violoncello e al clarinetto, nonché l’uso di field recordings da passeggiate sul ghiaccio e nella neve. Tutte le componenti vengono centellinate però con economia e parsimonia, con il risultato di un suono caldo e avvolgente, ma che dribbla sapientemente la saturazione e l’invasione, lasciandosi ascoltare senza troppa fatica per tutta la sua (lunga) durata.
Sospesa tra composizione ed improvvisazione, la formula dell’Hidden Orchestra si inserisce in un ideale trivio fra il suono corposo dell’ensemble di Jason Swinscoe, le evanescenze del Bersarin Quartett e la distensione chill-out di Emancipator, preferendo però soluzioni melodiche più astratte e senza finale scritto.

Tante sono le individualità che luccicano così spensierate tra un promontorio e un faraglione, dal motivo balmorheano di “Varka”, alle splendide “Spoken” e “Seven Hunters” (un occhiolino al nuovo jazz scandinavo) fino all’incedere di ottoni senza colpo di scena di “Reminder”.
Pur rallentando sensibilmente nell’ultima parte, il disco preserva intatto il suo appeal elegante e discreto, chiudendo con una leggiadra dedica all’eroe finnico Väinämöinen.

L’invito è quindi di armarsi di cuffie e recarsi presso una laguna deserta o in cima al vostro cucuzzolo preferito, stupirvi del creato e domandarvi dove vanno il vento e le nuvole. Non potreste essere in più dolce compagnia.

(10/01/2013)

  • Tracklist
  1. Overture
  2. Spoken
  3. Flight
  4. Vorka
  5. Hushed
  6. Reminder
  7. Seven Hunters
  8. Fourth Wall
  9. Disquiet
  10. Vainamoinen
Hidden Orchestra su OndaRock
Recensioni

HIDDEN ORCHESTRA

Reorchestrations

(2015 - Denovali)
Una raccolta di remix di Acheson segna il rientro del suo progetto a casa Denovali

Hidden Orchestra on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.