Hilary Hahn & Hauschka

Silfra

2012 (Deutsche Grammophon) | modern classical, improvvisazione

La più che centenaria etichetta Deutsche Grammophon, nume tutelare di grandissimi nomi, dai direttori d'orchestra ai pianisti, ha colto solo di recente l'opportunità di svecchiare il repertorio sfruttando la propria reputazione per produrre riletture inusuali e voci più proprie della contemporaneità. È stato il caso di alcuni azzeccati "Recomposed" (dall'accoppiata Craig/von Oswald a Matthew Herbert), e di certo non ha sbagliato nemmeno a drizzare le orecchie quando Volker Bertelmann ha cominciato a fare sul serio: il moniker Hauschka è oggi giustamente riconosciuto a livello mondiale, se non come il ponte tra John Cage e il pop, sicuramente come una proposta musicale realmente innovativa e intrigante.
Dunque, che fare per attrarlo nella propria rete? Basta mettere in gioco uno dei propri pezzi da novanta, ossia la giovane violinista Hilary Hahn: precoce e zelante interprete bachiana - al suo folgorante esordio discografico con la Sony aveva appena sedici anni - in pochi anni è diventata proprietà esclusiva dell'esigentissima Deutsche, che in un certo senso è riuscita a farne una diva.

Sono premesse invitanti e necessarie all'ascolto di "Silfra", che si presenta come uno stuzzicante incontro tra classicismo e (post)modernità. Nemmeno due minuti di quiete accomodante prima di lanciarsi nella frenesia di "Bounce Bounce", breve e isolato episodio di una certa intensità, in cui il pigolio stizzito (e assai femminile) dell'arco sembra sfidare a duello il battito furioso dei tasti bianconeri, al limite dello stomp. Troviamo già un'attitudine del tutto diversa in "Clock Winder", dolcissima parentesi memore delle cradlesongs di Amiina. È il primo assaggio di una lunga fase più introspettiva: i due si addentrano con cautela nelle vie traverse dell'improvvisazione, che trova il giusto spazio con l'azzeccato titolo "Godot", davvero l'attesa di un'epifania che mai si realizza. Con tanto di scricchiolii e rimbombi sinistri - letteralmente, parlando di un pianoforte - Bertelmann si prodiga nel percuotere e, armato di frullino, solleticare i tasti (quando non direttamente le corde) del suo strumento ultra-preparato; Hilary sembra stare più che altro ad ammirarne l'ingegno, aggiungendo ogni tanto qualche flebile bordone o un refrain in punta d'arco, nel vano tentativo di colmare la natura a sé stante della musica di Hauschka.

Da questi sentieri impervi si passa con disinvoltura a un intermezzo propriamente classico ("Krakow"), introduzione ad alcuni brani dove la Hahn si trova certamente più a suo agio, ma ancora con delle performance francamente nella norma, mentre l'arguto pianista trova sempre il modo di titillare le orecchie con piccoli, sorprendenti guizzi d'inventiva ("North Atlantic" è tutta da godere).
Un più giocoso abbandono si fa strada tardivamente entro brani troppo brevi, dove le idee si esprimono e subito si ritraggono come in un teaser cinematografico; come, ad esempio, nel momentaneo affiatamento di "Sink", dove la Hahn si scatena massacrando una dopo l'altra le corde del suo violino, in preda alle esaltanti sferzate ritmiche del piano - il tutto in appena due minuti.

Così il tutto risulta essere una fiera del potenziale inespresso, dove l'alea finisce per suonare fin troppo controllata, come se si volesse preservare almeno in parte la sobrietà delle registrazioni storiche di casa DG. Il duo porta avanti con dignità il tentativo di stabilire un dialogo efficace ma spesso ne scaturisce una vaga indolenza, o addirittura un fondo di manierismo.
Rimane un bel disco, ma di una bellezza a senso unico (sempre se tralasciamo il lato estetico), e ciò grazie ai continui progressi della fervida espressione musicale di Hauschka. La componente melodica è funzionale alla confezione ma quasi ininfluente sul risultato finale; sappiamo di per certo che Hilary Hahn è un'eccellente interprete, ma alla "prova di scrittura" non riesce davvero a sorprenderci. Tutto ciò a riconferma del fatto che, sulla carta, "Silfra" poteva davvero essere qualcosa di sensazionale.



(04/06/2012)

  • Tracklist
  1. Stillness
  2. Bounce Bounce
  3. Clock Winder
  4. Adash
  5. Godot
  6. Krakow
  7. North Atlantic
  8. Draw a Map
  9. Ashes
  10. Sink
  11. Halo of Honey
  12. Rift
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