Holograms

Holograms

2012 (Captured Tracks) | post-punk, garage

Con un'estetica ormai assodata come quella della Captured Tracks, è facile illudersi e presumere che qualsiasi uscita dell'etichetta si attenga, almeno in qualche modo, al suo consolidato dream-guitar pop che ha fatto ormai scuola in lungo e in largo e che si ripete in modo incontrovertibile in questi anni.
Con gli Holograms è però oltremodo facile ricredersi del contrario. Identificati come il primo gruppo svedese mai assoldato dal roster dell'etichetta newyorkese, gli Holograms sono capaci di giocare con gli elementi più grigi del loro panorama scandinavo, incanalandoli verso una tipica desolazione industriale di casa Factory Records e fondendo il tutto con un'energia sperimentale che sta tutta nel punk-garage dei 2000.

È la strafottenza più arida dei DIIV - grondante però di una rabbia cui la maggior parte dei gruppi della label non si avvicinerebbe mai. Una rabbia elettrificata da ornamenti post-punk che, purtroppo, conferiscono un amaro retrogusto di già sentito. Difficile ignorare il chiaro stampo Joy Division (in era Warsaw) dell'opener "Monolith" condito con certe geometricità à-la Wire, o le varie inflessioni di basso alla Gang Of Four nei vari episodi "Memories Of Sweat", "Transform" e "Apostate" ma, al di là di queste più che normali rivisitazioni revival, gli svedesi non riescono a dare né spessore né tuttavia levità alla propria musica.

Paragonati per certi versi ai più attuali Eddy Current Suppression Ring o agli Iceage, gli Holograms non convincono neanche quando accelerano e colpiscono violenti nelle scariche stomachevoli di "Stress" e "A Tower", tediando oltremodo l'ascoltatore in più riprese. Certo i ragazzi avranno dei lodevoli punti di riferimento, la loro visione del post-punk è moderna, ma le buone intenzioni non giustificano una tale mancanza di ispirazione. Poche, pochissime, le sequenze convincenti, forse le sole "Chasing My Mind", "ABC City" e "Fever" riescono a scuotere, ossia quando il synth emerge copioso e cerca di farsi largo tra chitarre caotiche di un palese garage Black Lips-iano, riuscendo ad impostare un ritmo e scrollandosi di dosso tutti i vari crismi di genere.

Ma, ad esclusione di ciò, e se il registro rimane quello attuale, difficilmente potremmo credere che gli Holograms riusciranno ad abbandonare quest'aurea mediocritas che li circonda.

(10/08/2012)



  • Tracklist
  1. Monolith
  2. Chasing My Mind
  3. Orpheo
  4. Memories Of Sweat
  5. Transform
  6. Apostate
  7. ABC City
  8. Stress
  9. Astray
  10. A Tower
  11. Fever
  12. You Are Ancient
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