Husky

Forever So

2012 (Sub Pop) | alt-folk

Tra le quattro o cinque band che usano la denominazione Husky, quella australiana sembra sia l'unica che possa rivendicarne a pieno titolo l'utilizzo: il quartetto di Melbourne deve infatti il suo nome al cantante e chitarrista Husky Gawenda.
L'estrema gentilezza e garbo che vengono sfoggiati nel loro esordio "Forever So" devono molto alla figura del leader, ma anche alla sensibilità e all'inventiva di Noah Georgsson (già al banco di produzione di Joanna Newsom, Devendra Banhart, gli Strokes e altri).

Il folk e il country sono la materia prima di un sound spesso impalpabile e soffuso, ghost-song attraversate da una poesia che nasce dall'osservazione della vita quotidiana; Husky Gawenda trasforma le nostre ansie, inserendole tra frammenti di memoria che hanno i colori dei sogni. "Forever So" è un album in bilico tra ambizioni avant-folk e classicismi country-pop: non ostenta la prevedibile energia di un'opera prima. Raffinato e soffuso, il sound resta a volte imbrigliato in armonie che non hanno molto di memorabile, come "The Woods", o in sonorità troppo naif ("Tidal Wave") e prevedibili ("History's Door"), ma mai noiose.

La musica scorre tra progressioni armoniche deliziose, ritmi oscillanti e suoni poco ingombranti, che danno vita a una sequenza lirica spesso ammaliante. La calma apparente viene turbata da pregevoli canzoni d'amore ("Hunter") e da genuine iniezioni di brio ("Dark Sea"), mentre lentamente la poesia s'impossessa delle canzoni e ci rende partecipi dell'entusiasmo che ha spinto il manager della Sub Pop a scritturare la band.

"Forever So" mostra le sue pagine migliori dopo il giro di boa della title track: ecco una maliziosa aurea psych-folk accompagnare la progressione emotiva dell'eccellente "Animals & Freaks", dove Husky Gawenda racconta di uomini e donne in cerca di un'identità emotiva, mentre una lenta rumba incontra il fascino di una melodia senza tempo.
Stessa intensità per "Don't Tell Your Mother", nella quale piano e chitarra acustica duettano con una grazia che è figlia del Nick Drake di "Five Leaves Left", ma è il minimalismo perfetto e sconvolgente di "How Do You Feel" la vera perla rara che convince l'ignaro ascoltatore a ripercorrere i passi di un disco che, dietro una coltre di emozioni spettrali, riserva più emozioni di quanto sia lecito attendersi dopo un ascolto fugace dei primi brani.

Ci sono storie che catturano la nostra immaginazione, canzoni che cullano le nostre ambizioni, ma ci sono anche pagine musicali che spesso accantoniamo per riscoprirle più avvolgenti e affascinanti. "Forever So" appartiene alla terza categoria.
Un album che come una foglia in autunno rischia di passare inosservato, ma che dona emozioni intense a chi, raccogliendola di sfuggita, ne osserverà con stupore le infinite sfumature di colore. Husky Gawenda possiede talento e ispirazione, la sua musica è ancora fragile e soffusa, con coraggio e ambizione troverà presto la strada giusta per impossessarsi del cuore di tutti.

(12/08/2012)



  • Tracklist
  1. Tidal Wave
  2. Fake Moustache
  3. History's Door
  4. The Woods
  5. Hunter
  6. Dark Sea
  7. Forever So
  8. Animals & Freaks
  9. Instrumental
  10. Hundred Dollar Suit
  11. How Do You Feel
  12. Don't Tell Your Mother
  13. Farewell (In 3 Parts)
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