Duo di Brooklyn arrivato al secondo Lp (per la Cititrax, sub-label della Minimal Wave di Veronica Vasicka), Aurora Halal e Jason Letkiewicz si presentano come due esperti e passionali amanti della cultura sintetica ed electro che, provenendo dagli anni Ottanta, sta ritornando a nuova vita sotto diverse e molteplici vesti.
Al contrario della generalizzata onda revivalistica cui si ritrovano legati, gli Innergaze combinano e destrutturano tutti gli stilemi più classici del synth-pop e anche delle avanguardie di matrice più kraftwerkiana in un risultato ruffiano e sofisticato, con intricate venature cerebrali.
“Relax” e “Is This Your Love” mostrano un mondo emotivo stratificato su più livelli di elaborazione matematica, sistemi ritmici che vivono di un groove minimale e pulsante, al contrario della splendida “Autumn” che disegna un atterraggio su un’autostrada lunare.
Universi e mondi che riecheggiano cristallini, ma che contengono una vibrazione nera che talvolta s’inserisce stridula tra le pieghe delle drum machine, svelando un’anima morbosa e onirica (“Mutual Dreaming”), stanze isolate e illuminate da pochi neon acidi (“Moon In My Room”) o sordide confessioni accorate, sfregiate e paranoiche, chiuse dentro un’ipnotica litania (“Waiting”).
Spettri minimal-wave e cold-wave si spostano quasi invisibili lungo tutta la durata del disco. Non è facile trovare un messaggio veramente personale e lirico dentro questo disco, che risulta invece essere un ottimo lavoro di laboratorio al vetriolo, che riesce a innestare un contatto, uno scambio d’immagini con l’ascoltatore senza però avvolgerlo e circuirlo.
20/07/2012