Jon Spencer Blues Explosion

Meat And Bone

2012 (Bronzerat Records) | garage-blues, rock'n'roll

A ben otto anni da "Damage", Jon Spencer scongela i Blues Explosion dando alle stampe un nuovo disco che pulsa sangue e sudore da ogni solco. La formazione, che meglio di ogni altra ha saputo trascodificare i vecchi codici del blues, immergendoli nel punk e trasferendoli con forza nel nuovo millennio, è di nuovo qui, riunita nello schieramento tipo: il trio delle meraviglie con Judah Bauer alle chitarre e Russel Simins dietro pelli e tamburi.
Non che nel frattempo i signori siano stati con le mani in mano: negli ultimi anni son state curate le reissue dei gioielli storici della band, il belloccio Jon ha realizzato tre dignitosi album di rock-a-billy trasversale con gli Heavy Trash e si è prestato a diverse collaborazioni, Bauer è nel nuovo di Cat Power, Simins si è dilettato nel progetto garage-rock metropolitano Men Without Pants, in coppia con Dan The Automator dei Gorillaz. Ma rivederli riuniti sotto la ragione sociale storica fa sempre un certo effetto.

Per "Meat And Bone" nessuna guest star: bastano loro tre, nudi e crudi, anche la produzione è gestita in casa da Jon in persona, e il risultato è verace: molte band si ispirano a loro per concepire dischi che poi riscuotono successi mondiali, ma lo spirito punk'n'roll che troviamo nelle canzoni dei JSBX è qualcosa di diverso, è il suono dei pionieri, di chi ha scosso e riscritto la storia della musica a stelle e strisce rivoluzionandola dalle fondamenta, di chi per primo ha cercato di inventare un nuovo sound, acquisendo quel vantaggio competitivo che tuttora consente loro di restare avanti rispetto a tutti gli altri nella gestione della commistione fra stili.
La ricetta è sempre la medesima: rock'n'roll frenetici ("Danger"), blues malsani old style scartavetrati a colpi di elettricità ("Unclear", tanto per capire da chi hanno appreso la lezione i White Stripes), provocatori funky metropolitani ("Get Your Pants Off"), qualche compitino facilotto svolto con diligenza (lo strumentale conclusivo "Zingar"), e tanta, tantissima energia.

Tutto è dannatamente sexy, un festival di suoni scosso da continui movimenti tellurici, nel quale può bastare che Jon appoggi le labbra sull'armonica ("Bag Of Bones") per scatenare il putiferio in un piccolo club, un semplice riff ("Boot Cut") sparato a tutto volume o un basso iper distorto ("Ice Cream Killer") può buttar giù le pareti della vostra cameretta, i testi sessualmente provocatori sono un chiaro invito all'estasi.
L'approccio caustico e diretto ci rimanda sovente ai Rolling Stones dei primi anni, con tracce ("Black Thoughts") che sembrano uscite dalla penna della premiata ditta Jagger/Richards.
L'omaggio alle radici viene perfezionato attraverso i ringraziamenti espressi nell'iniziale "Black Mold", in cui Spencer e compagnia nominano una serie di numi tutelari (da Art Blakey a Ornette Coleman fino a Little Richard) che evidentemente hanno illuminato il loro cammino.

Tutto sommato non c'è niente di nuovo - tutto è già stato esplorato in passato dal trio americano, anche in maniera migliore e più innovativa - ma nelle loro vene il sangue continua a scorrere a mille all'ora, e "Meat And Bone" non è soltanto un piacevolissimo déjàvu dei Blues Explosion.
È anche per merito del loro lavoro se oggi le barriere fra generi musicali sono un po' più fragili, e anche se i suoni risultano meno "putridi" e più pulitini rispetto a vent'anni fa (e forse il sistema ha imparato a digerirli senza scandalizzarsene) è sempre un gran bel sentire. Il ritmo c'è, ed è zucchero per le nostre orecchie: it's only rock'n'roll but we like it!

(15/09/2012)

  • Tracklist
  1. Black Mold
  2. Bag Of Bones
  3. Boot Cut
  4. Get Your Pants Off
  5. Ice Cream Killer
  6. Strange Baby
  7. Bottle Baby
  8. Danger
  9. Black Thoughts
  10. Unclear
  11. Bear Trap
  12. Zingar
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