Love And Money

The Devil's Debt

2012 (Vertical) | pop, folk, soul

L’onda della rivoluzione punk e new wave, alla fine degli anni Settanta, contagiò anche le terre scozzesi e irlandesi, con motivazioni meno proletarie ma egualmente incalzanti. La nuova generazione dell’antica Caledonia sconfisse i canoni della tradizione folk, per rimettere in gioco suggestioni blues e soul frutto della contaminazione culturale con l'America.
Termini come celtic soul, gaelic punk e scottish hip-hop si diffusero per Glasgow, dando vita a flussi sonori creativi, che vengono documentati nella compilation in cassetta “Honey At The Core” del 1980. La storia dei Friends Again comincia due anni dopo, materializzandosi solo nel 1984 con un unico album, “Trapped And Unwrapped”, ricco di splendide ballate soul dal sapore adolescenziale e pulsioni funk-wave.

Mentre Chris Thomson abbracciava dopo lo scioglimento un chamber-pop colto e raffinato fondando i Bathers, James Grant entrava nelle classifiche inglesi con i Love And Money, conquistando le platee americane e giapponesi. L’epopea dorata della scena musicale di Glasgow e il successo di gruppi come Lloyd Cole And The Commotions, Hue And Cry e Bluebells convinse la Phonogram a investire ben 7 milioni di sterline per produrre il secondo progetto del gruppo, “Strange Kind Of Love”. La soddisfazione maggiore di James e compagni fu quella di aver sottratto fondi a gruppi insulsi come i Brother Beyond e di aver spezzato, con brani come “Candybar Express” e “Hallelujah Man”, la sequenza di jingle-jangle music che imperversava in classifica. La manifesta volontà di Grant di voler sviluppare uno stile più intimo e poetico urtò però la sensibilità economica della label, così che dopo alcuni rifiuti della casa discografica la rottura tra i membri fu inevitabile, anche se priva di rancore.

Soddisfatto della sua carriera solistica, e del successo artistico più che commerciale, James ha trovato naturale e appagante rincontrare i vecchi compagni d’avventura; pur privi delle 40.000 sterline in cibo, della produzione lussuosa di Gary Katz e della romantica presenza di un emporio porno sotto lo studio di registrazione i Love And Money riescono a ripetere i prodigi sonori del loro passato. Senza trascurare i toni noir della sua attività solista, Grant cita Scott Walker e Paul Buchanan, ma non tradisce le velleità più pop e solari che hanno caratterizzato il passato della sua band. “The Devil’s Debt” è infatti un album corale che rappresenta non solo le ambizioni del leader ma di tutto quanto il gruppo: “This Is The Last Time”, già comparsa nell’esordio solista dell'autore, ne è la dimostrazione, in un pop-soul ricco di pathos lirico ed eleganti sonorità.

Sempre abilmente in bilico tra passato e presente, la band recupera alcune tracce del suo lost album “The Mother’s Boy”, ma getta un ponte verso i fan che chiedevano a gran voce di ascoltarne le canzoni durante i concerti di James. Le suggestioni corali di “Sin Of Pity” non hanno nulla da rimpiangere ai loro classici, ma è la sontuosa ballata blues per archi, “Piglet”, il punto più elevato del nuovo album del gruppo scozzese. Il tenebroso soul elettronico del Bowie di “Station To Station” o dei Walker Brothers di “Nite Flight” si insinua nella title track e nella conclusiva “Amaranth”, incorniciando con classe una serie di canzoni d’autore mai prevedibili, eppur familiari. L’urgenza soul della vivace “Goodbye Phoebus”, l’innocenza ambigua di “I Never Touched Her”, la gravità emotiva di “The Desired” rinnovano con stile la loro fama, anche se è “Modigliani Baby” la vera sorpresa dell’album, una bossa nova che sembra uscire dalla penna dei primi Steely Dan con una grazia e una leggerezza lirica encomiabile.

“The Devil’s Debt” è un album che rimette in gioco il gruppo con una maturità e un fascino che riescono a mascherare alcune lacune del progetto: James Grant e compagni sembrano infatti più a loro agio nel rievocare i fantasmi del passato piuttosto che osare nuove soluzioni sonore. In questo caso però è un bene; per adesso abbiamo bisogno un po’ tutti di riscoprire un’altra band dimenticata del passato, convinti che le intuizioni liriche e letterarie di un album come “Strange Flowers” possano dare a Grant la forza per traghettare i Love And Money verso il futuro.

(11/11/2012)



  • Tracklist
  1. The Devil's Debt
  2. Goodbye Phoebus
  3. This Is The Last Time
  4. I Never Touched Her
  5. Piglet
  6. Sin Of Pity
  7. Modigliani Baby
  8. I'm Just Too Good For Her
  9. The Desired
  10. Amaranth
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