Moritz Von Oswald Trio

Fetch

2012 (Honest Jon's) | electro-jazz, dub-techno

Moritz Von Oswald è artista in continuo movimento. Dopo essersi issato a punto di riferimento per l'intera scena dub-techno lungo tutto l'arco dei 90, nel nuovo millennio ha proseguito la sua opera di innovatore e precursore, arrivando a lambire stili e generi anche lontanissimi dal suo standard, e raggiungendo una vetta assoluta assieme a un altro guru, Mr. Detroit Carl Craig, con il quale si è cimentato quattro anni or sono in un'impresa apparentemente impossibile come quella di unire la techno alla musica classica. Il risultato fu lo strepitoso "Recomposed By", accolto addirittura dalla Deutsche Grammophon, disco la cui importanza verrà compresa probabilmente fra qualche decade.

Sasu Ripatti aka Vladislav Delay non ha certo bisogno di presentazioni. La sua è un'arte all'insegna della personalità, che mescola linguaggi multiformi, ripulisce ogni sentiero da tracce altrui, s'inabissa nella freddezza atmosferica tanto cara ai pionieri nordici, esulando però da qualsiasi classificazione e concetto. Ad ogni suo pseudonimo corrisponde una stanza, arredata secondo criteri meticolosi e intangibili, collegata mediante porte ben salde a tutte le altre, e ciascuna capace di vantare gli ornamenti migliori, quelli che tutti vorrebbero e ciascuno, a modo suo, tenta di imitare.

Max Loderbauer, infine, è uno di quei personaggi che agisce nel sottosuolo, nel backstage, restio a farsi notare, ma capace di esplorazioni sotterranee che spaziano tra il jazz del progetto RE:ECM e l'ambient-techno pre-aphextwiniana su quella R&S che avrebbe dato alle stampe proprio "Selected Ambient Works 85-92" dello sfuggente genio della Cornovaglia.

Basterebbero i profili dei componenti di questo trio, fondato e guidato da Von Oswald, per garantire un ascolto attento a ogni prodotto sfornato dallo stesso. Incatalogabile è la loro musica; o forse no. Multiforme, senza dubbio, in grado di abbracciare tutte o quasi le sonorità dei tre, di intrecciarle, amalgamarle, scinderle, metterle in relazione e in contrasto. Dopo l'exploit dei due stratosferici e complementari lavori in studio, questo nuovo album raccoglie quattro lunghe odissee sonore che documentano la dimensione attorno alla quale il combo si formò inizialmente: l'improvvisazione.

I tre sembrano impersonarsi nei loro laptop, comunicare per mezzo di onde sonore, intendersi alla perfezione: come per i divini grandi del jazz, non serve loro nemmeno guardarsi. Ad asssisterli ci sono pure Marc Muellbauer, turnista del basso di casa ECM, l'ormai "fisso" Tobias Freund, e i fiatisti Jonas Schoen (sax, clarinetto, flauto) e Sebastian Studnitzky (tromba). Così "Jam" pare interpretare alla perfezione il titolo, assemblando venti minuti scarsi di pulsioni acide e jazzate, conducendo in un viaggio che sperimenta riciclando, combinando i battiti di Von Oswald, le cesellature sature di Delay e le trame acide di Loderbauer, qui in grande evidenza nel ruolo di regista dei due fiatisti.
In "Dark" ecco salire in cattedra il finlandese, che smuove impercettibili soundline all'interno dello sfondo percussivo di nuovo lento e ipnotico, prima che "Club" s'infili in territori di pura techno concedendo al leader del trio una parentesi quasi solitaria. La conclusiva "Yangissa" si concede invece alla sperimentazione totale, fra tempi dispari, campionamenti concreti, sfuriate free-jazz e discese estemporanee in una silenziosa oscurità.

Qualsiasi sia il sentimento che muove le anime dei tre - passione, spirito di condivisone, amicizia, puro diletto o voglia di unire le forze per oltrepassare i loro stessi canoni - e li spinge a proseguire questo suggestivo cammino, i loro prodotti paiono riuscire a mantenere una qualità incredibile, pur introducendo variazioni minime e sfumate alla loro formula. Non inventano, non sterzano, ma ciò nonostante non perdono un colpo, non sbagliano, non si fermano. Non rivoluzionano, ma progrediscono, nella formula e nell'estetica, prima ancora che nel suono e nello stile. Avanti così.

(30/08/2012)

  • Tracklist
  1. Jam
  2. Dark
  3. Club
  4. Yangissa
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