Duo londinese composto da Jesse Cannon e Zen Zsigo, i Natural Assembly sono un interessante punto di congiunzione sotterraneo tra i tunnel claustrofobici di una dark-wave che flirta con toni post-industriali e un perverso groove sintetico.
L’opener “Nightfall” è una splendida manifestazione d’intenti, capace di girare attorno alla famosa colonna sonora di “Terminator 2” per aprire le nuvole pesanti di un giudizio nucleare al resto di un’opera a un gusto claustrofobico e glaciale. “19.03.12” e le successive “Sunrise” e “Wretched Burden” uniscono questi elementi dentro un simulacro dal tono vagamente melodico, dando vita a una forma industriale di synth-pop.
Un dualismo psicopatico già visto in band quali Lust For Youth o Contrepoison (entrambe già uscite sotto etichetta Avant!), ma che diviene più interessante nel gruppo londinese grazie a un lato B.
Qui troviamo quest’angoscia incanalarsi tra le vene drogate dei Front 242 e raggiungere un livello incostante di estasi e tensione (“The Figures Absolved Of All Compulsion”), oppure rovinare sotto un cielo abbandonato (“Ruination”), trafitto da linee ritmiche tribali, destinato a implodere nelle sue scorribande mentali.
Naturalmente, essendo un mini-Lp, “Arms Of Departure” ha in parte il gusto dell’interrotto, il fascino incrinato di un’opera non allargatasi in tutte le sue possibili visioni, ma che riesce – in ogni caso – a tracimare dentro la nostra psiche, disturbandola con i suoi bisturi sintetici.
29/10/2012