No More

Sisyphus

2012 (Rent A Dog) | dark, synth-wave

Il progetto No More, nato nel 1979 ad opera di Andy Schwarz e Tina Sanadakura, viene ricordato per il singolo "Suicide Commando", che con il suo mutante connubio synth-post-punk riuscì ad attraversare i club underground di tutta Europa. Brano dall'influenza cruciale nello scenario wave/dark di quei tempi, è ancora oggi un classico da dancefloor con il suo incedere ebbro e ipnotico. Purtroppo, dopo un solo Lp all'attivo ("A Rose Is A Rose"), il duo si sciolse e rimase nel limbo del tempo fino al 2008, data che coincise con la preparazione di un nuovo album ("Midnight People & Lo Fi Stars") e un tour in compagnia degli Psyche, storica band synth-pop.

A testimonianza che il loro ritorno non era una semplice lacrima di nostalgia, i No More sono riusciti a comporre una nuova opera che non mostra segni di auto-citazionismo o di semplice presenzialismo. Al contrario di molti comeback new wave, band che son tornate a vivere grazie all'eterno momento di revival che è questa prima parte del secolo, i No More ci mostrano una scrittura creativa elettrica e spontanea, naturale prosecuzione di quella ricerca estetica interrottasi nel 1986, allo scioglimento della band.
"Sisyphus", come per il mito greco cui fa riferimento, vive di diverse anime e astuzie. Non si presenta come un organico movimento sintetico, ma come un rosario di specchi deformanti.

L'inizio affidato a "All Is Well - Senza Macchia" è un'onirica spirale carpenteriana in cui una leggera chitarra stridula segna fiochi arpeggi sotto la voce suadente e cinematografica di Andy. Tra l'inglese e un italiano lento e sfumato, si compone un testo poetico d'ipnotica soggezione. Un brano da degustazione romantica e letteraria.
Ben diversa la frenesia post-punk di "The Beautiful Life Of The Wasted Youth", che insieme alla kraftwerkiana "This Was Die Modernistische Welt" rappresenta un dualistico ritratto retro futuristico. Sospesi tra synth analogici, theremin e drum machine secche e taglienti, si attraversa uno skyline al tramonto fra grattacieli di vetro e circuiti elettronici. Di là da questo si crea un'atmosfera astratta ma non immobile e sterile, bensì ritmata da lente anamorfosi ritmiche. La title track insieme a "Gritty Existence" e "La Défense" segue una lineare forma armonica che ricorda gli esperimenti berlinesi di Bowie in compagnia di Brian Eno ("Low" e soprattutto "Heroes").

Abbiamo qui il fulcro cardiaco del disco che sembra vivere di una morte, decadenza apparente. In realtà ci spostiamo verso la perfetta nemesi emotiva: "The Grey". Se le precedenti tracce mostravano una vena lirica nella loro astrattezza, qui il minimalismo degli strumenti (voce, chitarra acustica e theremin) ci porta alla cruda e pesante tragicità. Come una "Weeping Song" cristallizzata tra le mura di un teatro di velluti neri, qui abbiamo l'epitaffio di un'emozione. Ferma tra la polvere in un eterno frantumarsi.
"Hypnotized" (ripresa dal primo album del 1982) cerca di rivoluzionare questa immobilità raggiunta in uno strenuo fragore meccanico, che trasporta un denso groove marziale e ci porterà alla fine ideale: "Leaving Berlin".

Tra i suoi toni di luce opachi e melliflui si chiude in maniera rassicurante un viaggio emotivo difficile e imprevisto. "Sisyphus" non è un'opera uscita con trenta anni di ritardo. Non è un discorso di un altro tempo, ma una delle sue possibili conclusioni artistiche.





(31/03/2012)

  • Tracklist
  1. All Is Well - Senza Macchia
  2. The Beautiful Life Of The Wasted
  3. This Was Die Modernistische Welt
  4. Sisyphus
  5. Take Me To Yours
  6. Gritty Existence
  7. La Defénse 
  8. 123456789
  9. The Grey  
  10. Hypnotized
  11. Leaving Berlin
  12. Les Giraffes Sur Me
  13. Heroes
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