Nothing

Downward Years To Come

2012 (A389) | shoegaze

L’hype sviluppato dall’ottimo “Guilty Of Everything” ha catalizzato molta curiosità attorno ai Nothing, quartetto di Philadelphia costruito attorno alle figure dei cantanti / chitarristi / compositori dalle evidenti origini italiane Domenic Palermo e Brandon Setta.
La compagine nu-shoegaze, attiva dal 2010, prima di “Guilty” pubblicò una serie di Ep, fra i quali quello in grado di destare maggior interesse fu senza dubbio “Downward Years To Come”, edito nel 2012 e denso di quegli spunti pienamente germogliati negli step successivi realizzati dalla band.

Dai solchi di “Downward Years To Come” emerge con forza il tentativo di contaminare lo shoegaze con l’hardcore, elemento che rende la formazione americana molto più vicina ad un’attitudine punk che non al dream-pop. L’atteggiamento dei Nothing è sempre devastante, soprattutto nella dimensione live, ma anche su disco i ragazzi riescono a catturare tutta l’energia che sono in grado di produrre.
Le atmosfere sono trasognate e malinconiche, con la voce che resta spesso in secondo piano, una precisa scelta estetica in perfetto stile My Bloody Valentine, seppellita da una coltre di droni e feedback, e programmatici in tal senso risultano i due minuti e mezzo dell’iniziale “The Dives (Lazarus In Ashes)”.

La prossimità nei confronti di Ride, Slowdive e Swervedriver è confermata dalla title track, nella quale scavando sotto il substrato di suoni sovrapposti si scorge potente la melodia, con la coda finale di un minuto che è un trionfo di riverberi e delay. E poi la monumentale “Mine Is Clouds”, progenitrice dei loro brani migliori, quelle “Endlessly” e “B&E” che sarebbero poi finite su “Guilty Of Everything" due anni più tardi. Alla successiva “If Only” spetta il compito di rallentare il ritmo ed accompagnare l’ascoltatore vero l’epilogo lunare di “The Rites Of Love And Death”.
“Downward Years To Come” è il lavoro perfetto per far conoscere al mondo le potenzialità (in parte ancora inespresse) della compagine americana, un quartetto che molto presto sarà in grado di allargare il proprio circuito di sostenitori.

(03/06/2014)

  • Tracklist
  1. The Dives (Lazarus In Ashes)
  2. Downward Years To Come
  3. Mine Is Clouds
  4. If Only
  5. The Rites Of Love And Death
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