Olafur Arnalds

Another Happy Day OST

2012 (Erased Tapes) | neo-classical, soundtrack

Spesso raccogliere un riconoscimento internazionale, che sia un premio o, come nel caso di Ólafur Arnalds, il compito di scrivere la colonna sonora di una produzione hollywoodiana, coincide con una brusca caduta a livello qualitativo. Sembra una regola non scritta, ma ormai ineludibile.
Il 26enne cantautore islandese, esploso nel 2007 con il suo album di debutto "Eulogy For Evolution" e sdoganato dalla terra del ghiaccio e del fuoco dai connazionali Sigur Ros, che se lo portarono in tour per il globo come spalla, aveva confermato tutto il suo talento in quel gioiellino che è "...And They Escaped The Weight Of Darkness". Un mix soave di ambient, post-rock e musica classica senza tempo e senza spazio.

Un anno e mezzo dopo quel gran disco l'attesa per un nuovo lavoro a firma Ólafur Arnalds si può dire fosse decisamente alta. Tanto più che Ellen Barkin, protagonista, insieme a Demi Moore, del film "Another Happy Day", opera prima di Sam Levinson trionfatore al Sundance, aveva spinto a tal punto con il regista per contattare l'islandese per proporgli di realizzare la colonna sonora. che il cantautore da Mosfellsbaer (cittadina a 17 km da Reykjavik) ha composto in appena due settimane.

Saranno stati gli stretti vincoli temporali impostigli dal figlio del più famoso Barry, ma Arnalds sforbicia, toglie quasi del tutto la parte elettronica e si limita al combo piano-violino e poco più per dare vita a una colonna sonora addolorata e dimessa, soffusa e delicata. Tanti bozzetti, 11 per la precisione, scolpiti nel ghiaccio, con un approccio molto minimale, in decisa controtendenza rispetto agli ariosi slanci di stampo sigurrosiano dei precedenti lavori. È come se Ólafur abbia voluto potare il rigoglioso arbusto del suo talento, sforbiciando però un po' troppo qua e là.

Cosa resta dei "vecchi rami" dell'albero Arnalds? La densità nera di "The Land of Nod", che apre il disco e le onde marine che si infrangono sulle spiagge nere del sud islandese di "Before The Calm". Poi a sorpresa l'album si rianima nel finale, con la lunga cavalcata da fiaba horror "Everything Must Change", che nella seconda parte si gonfia in un crescente climax di tensione, sciolta nel docile finale con dissolvenza in punta di archetto.

Un Ólafur Arnalds decisamente sottotono rispetto al recente passato, ma confido nel fatto che si tratti solo di un incidente di percorso dettato dai vincoli "cinematografici" per la pellicola. Le potature non uccidono la pianta, d'altronde.

(26/03/2012)

  • Tracklist
  1. The Land Of Nod
  2. Through The Screen
  3. Before The Calm
  4. Lynn's Theme
  5. Alice Enters
  6. The Wait
  7. The Family Stroll
  8. Poland
  9. Out Of Sea
  10. Autumn Day
  11. Everything Must Change
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