Patrick Watson

Adventures In Your Own Backyard

2012 (Secret City) | alt-folk

Le ambiziose creazioni che in "Wooden Arms" e "Closing To Paradise" avevano indispettito i mediocri non sono volate via: anche se le pagine di "Adventures In Your Own Backyard" non ostentano la stessa irruenza e complessità, tutto è ancora imponente nella musica dei Patrick Watson.
Mishka Stein (basso), Simon Angell (chitarra) e Robbie Kuster (batteria), insieme al tasterista e cantante autorevole depositario del nome della band, hanno intrapreso la perigliosa strada della maturità minimalista.
 
Il folk dalle tinte pastello e il classicheggiante incedere delle soluzioni strumentali conoscono tutti i segreti del jazz e della psichedelica anni 70; il melange sonoro costruito in dieci anni di carriera è una delle realtà più originali della musica di questi anni. L'amicizia con la Cinematic Orchestra e i concerti con Andrew Bird hanno placato l'ego, istruendo un uso di timbri e colori più delicato e disciplinato.
La virtude ha incontrato  la quiete senza perdere forza, non c'è più bisogno di un orchestra per evocare la magniloquenza, e così in "The Quiet Crowd" il piano prende in mano il lirismo con un suono cameristico e assaggi di Debussy. Tra graziose incursioni di voce e violini prende vita una nuova forma di musica ambient, che flirta col folk e la natura più antica della pop music senza perdere il tono aulico.
 
Mai cosi fisico e diretto, il suono dei Patrick Watson indugia in unte tracce di blues nel brano più distratto e disordinato della loro carriera, "Morning Sheets", e carezza suggestioni infantili e bucoliche nel delizioso finger-picking di "Words In The Fire", che sembra rubato ai sogni di Simon & Garfunkel.
"Adventures In Your Own Backyard" non perde di vista le visionarie costruzioni dei capitoli precedenti, in "Lighthouse" l'atmosfera tenue e fiabesca del sognante minuetto si apre a tentazioni orchestrali con trombe spagnoleggianti e un romanticismo decadente ed evocativo, che rumori e ritmi sordi trascinano in un imponente finale.
 
La scrittura dei brani è frutto di una maturità e di una consapevolezza seducenti, la magia viene evocata con pochi elementi che sottolineano la costruzione sempre forbita e colta delle dodici tracce. La title track veste il suo spirito folk di suoni gitani, neoclassicismo e lirica con guizzi di melodramma e virtuosismi da commediante, e la virata quasi brusca verso il nonsense di "Strange Crooked Road" confonde le carte solo per rimettere in gioco illusione e virtù di un disco straordinario. L'incantesimo di "Step Out For A While" è irresistibile, con il suo ritmo circense e i suoni alieni di oggetti-strumento che tra incursioni noise di chitarra; i suoi cambi repentini di soluzioni ritmiche fanno scivolare in un valzer dal sapore country-folk.
La grande rivoluzione nella musica dei Patrick Watson avviene con delicate incursioni in meandri oscuri, che hanno il profumo di una tragedia teatrale in "The Things You Do" o la leggiadria grottesca della musica popolare in "Blackwind".

La semplificazione stilistica è perfettamente riuscita in "Adventures In Your Own Backyard", il fascino retrò dello splendido pop-folk di "Into Giants" ha anticipato al pubblico tutto il fascino dell'opera, un insieme di armonie irresistibili e ricche di magia che non perdono neanche un briciolo di originalità ad ogni ascolto.
Il fascino surreale della musica dei Patrick Watson è intatto, le suggestioni folk, psichedeliche e neoclassiche sono ancora più intense, ma tutto è più comprensibile e diretto, il sound raffinato e personale non conosce ancora la routine e vola alto con una leggerezza incantevole.

(27/03/2012)



  • Tracklist
  1. Lighthouse
  2. Blackwind
  3. Step Out For A While
  4. The Quiet Crowd
  5. Into Giants
  6. Morning Sheets
  7. Words In The Fire
  8. The Things You Do
  9. Strange Crooked Road
  10. Noisy Sunday
  11. Adventures In Your Own Backyard
  12. Swimming Pools

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