Pepe Deluxe

Queen Of The Wave

2012 (Catskills/ Goodfellas) | downtempo, big beat

Immaginazione, ritmo, divertimento e sperimentazione. Ecco alcune chiavi di lettura del nuovo album dei Pepe Deluxe, duo finlandese attivo dalla metà degli anni 90 e devoto al verbo downtempo e big beat.
Ancora questi generi? C'è qualcuno che oggigiorno li segue? Se quindici anni fa tali groove erano il massimo del nuovo con in primis il maestro Fatboy Slim, in seguito questi stili hanno perso l'interesse della maggior parte delle platee, che hanno virato rapidamente verso nuove tendenze.
Ma come la storia insegna, c'è sempre qualcuno che mantiene viva la fiamma di uno stile anche quando questo rimane fuori moda, salvo poi tornare di botto con i classici revival.

I Pepe Deluxe sono sempre rimasti fedeli al loro amore musicale, portandolo avanti così in maniera esoterica e carbonara, fuori dai grandi riflettori del music business, che meritano un plauso.
E proprio questo nuovo "Queen Of The Wave" ha un carattere occulto, poiché a essere evocata è la leggenda di Atlantide. Questo mondo è mai esistito? E' veramente una terra che si è autodistrutta o è solo un'antica invenzione?
Il duo propende per la prima ipotesi e lo fa mettendo in scena questa "esoterica opera in tre parti", come recita il sottotitolo, immaginando elementi scenografici degni del miglior/peggior Ed Wood, ma a colori.

Il booklet, infatti, presenta dei vivaci collage che pescano dalle grafiche 50 fino ai primi del 900 e soprattutto narra la storia ambientata in questa mitica terra che ha raggiunto il top dello sviluppo tecnologico, scientifico e metafisico. Il resto rimane una sorpresa per chi vorrà approfondire l'argomento.
I suoni invece sono un groviglio di atmosfere pimpanti, vivaci e ricchi di spunti a livello di arrangiamento con una prima parte che sposa la giocosità dei Pizzicato Five, l'energia degli Apollo 440, il feeling dei Propellerheads. L'apice è "Go Supersonic", consigliatissima ai dj che vogliono far veramente esaltare la pista.
La seconda parte dell'album, invece, diventa più notturna ed evocativa, con ballate orchestrali ("My Flaming Thirst", "Riders On The First Ark") e qualche vena sperimentale stile ultimo Quintron ("In The Cave").

In definitiva questo non è assolutamente un lavoro che suona datato e fuori tempo massimo, anzi si segnala per la piacevolezza dell'inventiva e per il suo carattere cinematografico da b-movie, grazie a un sound che si apre anche a citazioni psichedeliche sixties.

 



The Storm

(13/03/2012)

  • Tracklist
  1. Queen's Wave
  2. A Night and a Day
  3. Go Supersonic
  4. Temple of Unfed Fire
  5. Contain Thyself
  6. Hesperus Garden
  7. Grave Prophesy
  8. In The Cave
  9. My Flaming Thirst
  10. Iron Giant
  11. The Storm
  12. Riders on the First Ark
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