Shed

The Killer

2012 (50 Weapons) | techno, ambient

René Pawlowitz non sta fermo un attimo. È proprio un bel tipo, non c'è che dire. Di sicuro è un ragazzo pronto a tutto, o quasi, pur di intascare un biglietto qualunque e fuggire via, lontanissimo. Un produttore silenzioso, ma non troppo, che ama cambiare vestito seguendo l'umore del momento sempre e comunque. Lo dimostrano a pieno titolo i diversi progetti paralleli in atto, anche se Shed resta di sicuro il suo abito migliore e a quanto pare la sua creatura primaria.
Sotto tale moniker, il buon René ha sfornato ben tre dischi nel giro di quattro anni (compreso il qui presente "The Killer"). Tre sassate da cui non si esce vivi, ma anche no. La recente decisione di approdare presso i lidi della 50 Weapons dopo aver illuminato gli addetti ai lavori dalle comode poltrone della benemerita Ostgut Ton, vuol dire poi tanto ma vuol dire anche poco. Di certo, il tedescone è uno di quelli che negli ultimi quattro anni hanno saputo mantenere alto un certo pathos metallurgico senza mai rinunciare alla componente umana.

Con "The Killer", terzo disco sfornato dopo tutta una serie di 12" inanellati tra il 2008 e il 2010, ciò che resta dei luoghi vissuti con una certa magniloquenza dal viaggiatore è stato ben fissato al centro di una cartolina e rispedito di corsa ai mittenti. Andata e ritorno. Decollo e atterraggio. E dritti a casa a masturbarsi su qualcos'altro. Suoni. Proiezioni dell'io talvolta autoreferenziali, a tratti opache, a tratti luminose. E quella cosa chiamata techno sempre più a servizio dei neuroni.
Già, perché René ora è un assassino. Un killer spietato dalla mente malata. Un pianificatore del thriller applicato al groove "tecnoide" ("I Come By Night"). Attraverso queste undici tracce, Pawlowitz vola da un pianeta all'altro. Ora è lì, fermo a guardare il cielo e a girare le manopole seguendo con lo sguardo la scia di una nuvola ("Gas Up"). Ora è in volo nell'iperspazio. Ora è semplicemente altrove ("The Praetorian"). In apparenza fermo. Come un Dio qualunque in cerca del suo destino. Ma pur sempre un Dio.

Rimessi poi a posto i vecchi arnesi del mestiere, Shed accende i motori e avvisa i passeggeri di tenersi ben stretti al proprio sediolino. C'è da fare un giro in giostra. E "Silent Witness" ha tutte le carte in regola per farci muovere un po' il culo. Stesso dicasi di "Day After", ossuta e cafona al punto giusto. Di tutt'altra pasta, invece, è il groove 2-step cercato in "V10MF! The Filler", o nelle smorzate dubstep con ondulazione sintetica a-là Guy Manuel (!) di "Ride On".
Insomma, in "The Killer" non manca nulla, o giù di lì. Quindi piantate il vostro bel sub a terra e lasciatevi uccidere senza fare troppe storie. L'assassino potrebbe annoiarsi.

(15/09/2012)

  • Tracklist
  1. STP3/The Killer
  2. Silent Witness
  3. I Come By Night
  4. Gas Up
  5. Day After
  6. Phototype
  7. The Praetorian (Album Mix)
  8. Ride On
  9. You Got The Look
  10. V10MF!/The Filler
  11. Follow The Leader
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