Silent Servant

CLR Podcast #155

2012 (Clr) | techno

Questo non è un disco, ma un podcast. Il che vuol dire tutto e niente. Quelli che sanno dicono che la techno sia intransigenza, rigore, impossibilità nello scendere a compromessi. Un'austerità grigia, in cui si rimpallano beat e sguardi fissi su punti in movimento. Ma la techno ha un sacco di tonalità, e allo stesso tempo non ne ha.
Avete presente quell'esperimento per il quale, sovrapponendo sette colori, otteniamo il bianco? Ecco, quella è la techno. Fusione, riduzione, sintesi. Ha toni che si nascondono in un'uniformità che ti impalla la testa, che ti fa roteare, rinchiuderti autisticamente. È un rito personalissimo con se stessi, con il proprio Io, è roba da cuore aperto e stilettate feroci. Ora in una velocità che sa di acidi in movimento, ora in un buio claustrofobico.

"Silent Servant In The Mix", così Chris Liebing al minuto quarantasei, e il 4/4 che inizia a legnare, profondissimo, d'acciaio. È tutto rinchiuso lì, in quei secondi nei quali la voce umana si fonde con la macchina. Col tempo ho maturato una convinzione. A chi mi parlava di un "genere" - l'elettronica in senso lato - come di un qualcosa senz'anima, non sapevo davvero cosa rispondere. Mi si diceva che erano le chitarre a dover contare - sangue e sudore, insomma. 
Ora invece penso d'aver capito qualcosina, e credo che stia proprio nel battito candido del remix su "Bell Blocker" a nome Planetary Assault System, nella cattiveria di vetro degli Uganadan Methods, in Function o Shifted che preparano tritoli artigianali, o nell'apertura coi Cabaret Voltaire e nella chiusura coi Throbbing Gristle, che emerge un qualcosa che non è artificiale, ma che, al contrario, gronda linfa umana.

Non c'è nulla di più naturale, chirurgico, fisico di una bordata lanciata da Mr. Dettmann o della premiata ditta Sandwell District. Questo sì è sangue rosso, fluido che scorre, in un meccanismo di logica che non sottende null'altro se non se stessa. Un divenire delle cose secondo regole e dogmi che non si piegano, ma che vivono e s'innalzano. E si incontrano, si compenetrano. Silent Servant qui ne è l'architetto, fa incontrare le rette, le piega senza spezzarle, il loro moto rimane rettilineo. E nei punti di rottura ci si trova in una continuità che da il senso del fluire. 

Due ore piene di martello pneumatico. Di quello da ascoltare in cuffia senza fermarsi, coi bassi che sfondano tutto. E tentare di mantenere il volume alto, spaccandosi timpani e fottendosi l'udito per le ore successive. Ma non è importante quando ci si trova davanti a queste dimostrazioni di onnipotenza. Questi edifici di cemento armato che tanto odorano di chiaroscuri si stagliano impetuosi all'orizzonte, e noi lì pronti a raggiungerli per sfondarci tutto. E viverlo ballando quel tutto. Perché la techno è davvero la cosa più umana che ci possa essere.

(05/07/2012)



  • Tracklist
  1. Cabaret Voltaire - Bed Time Stories
  2. Cub (Regis and Mick Harris) - CU1
  3. CH-Signal Laboratories (8003 Lucerene) - SCALE 2
  4. Sigha - How To Disappear
  5. Function - Decending
  6. Ron Trent - The Afterlife
  7. Sleeparchive - Elephant Island
  8. Staffan Linzatti - Prophet Of Regret
  9. Shifted - Solus
  10. Planetary Assault Systems - Bell Blocker (Silent Servant Remix)
  11. Planetary Assault Systems - Function 4 (Marcel Dettmann Remix)
  12. Peter Van Hoesen - Transitional State 2
  13. Planetary Assault Systems - Wriss
  14. Silent Servant - Mad Youth
  15. Marcel Dettmann - Planning
  16. Ugnadan Methods - Beneath The Black Arch
  17. Sandwell District - Gray Cut Out
  18. Conforce - Vulcan (XDB Remix 2)
  19. Marcel Dettmann - Duel
  20. Martyn - Seventy Four (Red Shape Mix)
  21. Untold - Little Things Like That
  22. #4.26 - Theatron
  23. Analog Solutions - My Own Transition
  24. Radio Slave - Absolute Absolute (Jerome Sydenham Remix)
  25. Silent Servant - Discipline
  26. Edit Select - Asperity (Edit Select & Markus Suckut Remix)
  27. Jeff Pietro - Still A1
  28. Throbbing Gristle - Hot On The Heels Of Love
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