Sinead O' Connor

How About I Be Me (And You Be You)?

2012 (One Little Indian) | pop-rock

Qualcosa non torna. Parte la nuziale "4th And Vine" e si viene immediatamente avvolti dal suo calore etno-folk e da una briosa melodia che non può che mettere di buon umore. Ma come!? Nell'ultimo anno il nome di Sinéad O'Connor è stato legato come non mai a vicissitudini tutt'altro che spensierate, seppur non strombazzate come quelle delle tribolate dive del soul (alle quali non riescono a sopravvivere), e tutto ci si sarebbe aspettato tranne che un album dal piglio così deciso.
Resiste la cantautrice irlandese, da sempre in lotta coi suoi demoni interiori, con le sue nevrosi che hanno influito non poco a rovinare una carriera che pareva destinata a diventare brillantissima. La sua depressione, i farmaci che la gonfiano deturpando quel viso perfetto cui ancora tutti preferiscono associare quella voce (che, fortunatamente, non cede), un nuovo matrimonio lampo e, pare, l'ennesimo tentato suicidio non le hanno impedito di pianificare il suo ritorno sulle scene più ragionato da anni a questa parte ma che pare sorretto anche da una certa dose d'ispirazione.

Unica fotografia di un periodo tribolato sembra essere la sofferta "Reason With Me", che la O'Connor interpreta affranta, quasi soffocandola a forza e per questo rendendola ancora più intensa, evitandone quindi la banalizzazione da ballatona richiama-accendini. "Non voglio sprecare la vita che Dio mi ha dato" canta calandosi nei panni di una tossica, e su questo presupposto, su questo tornare sui suoi passi, nasce "How About I Be Me (And You Be You)?", l'album che avrebbe fatto meglio a realizzare negli anni 90 per cercare di rimettere in carreggiata la sua traballante carriera.
Accantonati i traditional irlandesi, le infatuazioni reggae e quelle per l'elettronica, il nuovo disco torna all'immediatezza rock degli esordi, irrobustendo l'essenziale formula del precedente, e fiacco, "Theology" e finendo col suonare, per forza di cose, restauratore.

Anni fa il pop fiero di "The Wolf Is Getting Married", con le sue cesellature british e la trascinante apertura melodica, sarebbe diventato uno dei suoi maggiori successi radiofonici e l'asciutta "Old Lady", con chitarre ancora più grintose, avrebbe probabilmente seguito a ruota.
A colpire maggiormente, per il pronunciato effetto flashback, è però l'incedere tormentato di "Take Off Your Shoes", la cui plumbea litania viene via via elettrizzata dal cantato della O'Connor, affilato come una lama e strafottente come non lo si udiva da tempo, per lanciare l'ennesima invettiva contro il clero.

Più canonico lo svolgimento di "Back Where You Belong" che snocciola una romantica ed emozionata melodia su una marcetta soft e che, assieme alla non troppo distante, ma meno appariscente, "Very Far From Home", ripone nella carezzevole interpretazione il suo punto di forza.
Meno a fuoco risultano forse la vibrante "I Had A Baby", sostenuta da un nervosismo chitarristico alla The Edge che non le impedisce, tuttavia, di proseguire con passo claudicante, e l'addomesticazione della "Queen Of Denmark" di John Grant, qui epurata dal suo pathos pianistico e teatrale per puntare su un più tradizionale contrasto tra l'acusticità delle strofe e la sfuriata rock dei crescendo, in cui la sua voce assume comunque dei colori inediti.

A chiudere l'album, l'inevitabile preghiera a cappella, un'accorata "V.I.P" ulteriormente ingentilita sul finale da un laconico pianoforte, in cui si torna a criticare la falsità dello showbiz e il ruolo delle pop-star. Curioso constatare però che un disco del genere sembra essere concepito apposta per riconquistarlo, quel ruolo... immancabili contraddizioni di una personalità complessa e difficilmente inquadrabile come la sua.
A chi ha seguito ogni passo della sua carriera, farà piacere ascoltare una nuova manciata di pezzi che non aggiungeranno nulla al suo percorso ma sanno intrattenere con gusto, mentre tutti coloro che l'avevano abbandonata vent'anni fa ritroveranno, se vorranno, una Sinéad O'Connor un po' imborghesita ma nonostante tutto ancora in forma.

(17/02/2012)



  • Tracklist
  1. 4th And Vine
  2. Reason With Me
  3. Old Lady
  4. Take Off Your Shoes
  5. Back Where You Belong
  6. The Wolf Is Getting Married
  7. Queen Of Denmark
  8. Very Far From Home
  9. I Had A Baby
  10. V.I.P
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